Lavoro & Precari

“Se hai voglia di fare <br>in Italia ti bloccano”

Quando lo incontro, è intento a sviare una signora ucraina dal suo digiuno quaresimale brandendo una pentola fumante di peperonata: Andrea Ippolito è il fondatore del ristorante Portobello di Notting Hill, piccolo paradiso made in Italy nel cuore di Londra, nato da “un grande sogno maturato in 15 anni” e felice esempio di come un business 100 % italiano possa sfondare all’estero: presentati alle 8 di sera senza aver prenotato e stai sicuro che non mangerai prima di due ore abbondanti.

Come ci spiega Andrea, originario di Castellamare di Sabia e proprietario di Portobello insieme alla moglie Tania ed al compaesano Franco Ferro, il ristorante è “italianissimo”. Lo staff, che conta 29 dipendenti, risponde al telefono con un deciso “pronto?”, non importa chi si trovi dall’altra parte della cornetta. Il cibo – lo conferma un italiano che in cucina non è certo facile da soddisfare– viene importato per il 90% dall’Italia. “Non siamo mai scesi a compromessi. Un giorno viene una signora del Kuwait molto benestante con a seguito una decina di persone. Le facciamo uno spaghetto con le vongole e ci chiede il parmigiano. Noi le abbiamo regalato una forma di parmigiano pregandola di non metterlo sugli spaghetti. Lei ha capito e ci ha ringraziato.”

Autenticità, è questa la parola d’ordine di Andrea. Un vero e proprio credo che l’ha accompagnato sin dai primi giorni a Londra. “Quando abbiamo iniziato 18 anni fa a Battersea, cucinando delle cose buone ed italiane, abbiamo avuto persone che prendevano il taxi dal centro di Londra facendosi 10 km per mangiare la prima vera pizza italiana a forno a legna”. La concorrenza non sembra spaventarlo troppo: “Sicuramente se avessimo di fianco Pizza Express ci sarebbe concorrenza. Sarebbe però una competizione del tipo lana contro seta. E’ il particolare, il tocco, che fa la differenza”.

Emigrato a 21 anni, dopo due anni come capo chef di Bella Pasta, Andrea gestisce per 15 anni ristoranti per le catene Pizza Metro Pizza e Made in Italy. E’ la moglie Tania che lo spinge a fare il salto decisivo: nasce Portobello, un progetto fortunato che Andrea sta ora espandendo. Cinque locali saranno inaugurati a Pasqua in Ucraina mentre un secondo Portobello potrebbe presto aprire a Londra.

Seppure sicuro che un Portobello in Italia avrebbe successo, Andrea ci spiega i vantaggi di avere un ristorante a Londra. “Se tu in Italia sei bravo, qui sei bravissimo. Gli inglesi poi ti insegnano come gestire un’attività. Qui c’è più serietà: chi fa questo lavoro dalle mie parti a Sorrento lavora anche sette giorni a settimana. Qui se hai voglia di fare ce la fai. Se hai voglia di fare in Italia ti bloccano. O è lo stato o è l’anti-stato. Lavori così tanto e poi devi pagare qualcun altro. Qui addirittura ti restituiscono l’Iva.”

Il successo di Portobello non impedisce ad Andrea di guardare con un pizzico di amarezza all’Italia. “Qui quando ci guardano, ci prendono in giro perché pensano che siamo un popolo disorganizzato. D’altro canto siamo italiani: siamo poeti, attori ed inventori ma non organizzati. Penso che l’Italia sia bella per quello che è. Una bella barchetta a Sorrento, un bello spaghetto alle vongole sulla spiaggia: se avessi l’opportunità tornerei anche domani, nonostante tutto.”

di Ruggero Galtarossa, Studente di Giornalismo e sociologia alla City University London
Ruggerogaltarossa.wordpress.com