Cronaca

Una domanda per Umberto Bossi

Il 22 ottobre 2003, il quotidiano la Padania esce con un articolo in prima pagina dal titolo:”Un ufologo di Gallipoli sta prendendo in giro tutto il Ticino” a firma dell’allora direttore Gigi Moncalvo. Quel giorno segna l’inizio di una campagna stampa contro il sottoscritto, perché avevo denunciato unitamente al Corriere della sera e alla TSI( televisione Svizzera Italiana), che all’interno del Casinò di Lugano vi era la presenza di numerosi personaggi pluripregiudicati, che avevano aperto un ufficio all’interno del casinò. Premesso che la legge Svizzera vieta categoricamente ai casinò di avere rapporti di affari con persone che hanno subito condanne definitive fino a dieci anni prima, l’ associazione Sos racket e usura fece un esposto alla procura Ticinese il 16 ottobre del 2003 in cui veniva spiegato che all’ interno del casinò di Lugano vi era la presenza di numerosi prestasoldi (i cosidetti cambisti), già più volte arrestati nei casinò di mezza Italia e condannati per i reati di usura, riciclaggio, associazione a delinquere, ed altri gravi reati.

Denunciammo anche la presenza di una società denominata Fun Time, la cui direttrice era Enrica Franca Carcano, moglie di Ilario Legnaro. La Fun Time stipulò con il casinò di Lugano un contratto il 5 agosto del 2003 in cui garantiva che avrebbe portato dei giocatori, i quali avrebbero portato alle casse del casinò l’ equivalente stratosferico di 25 milioni di franchi svizzeri all’anno, mediante le loro giocate. Ma chi è Ilario Legnaro? Fù arrestato nel blitz della notte di San Martino l’ 11 novembre del 1983, insieme ad una quarantina di persone. Coinvolto anche Claudio Scaiola ex Ministro del Governo nominato da Silvio Berlusconi, allora sindaco di Imperia (fece 77 giorni di carcere poi fu prosciolto). L’indagine durò 4 anni e mezzo azzerando il monopolio messo in essere dagli uomini legati al clan mafioso di Nitto Santapaola, con la partecipazione di Gaetano Corallo. Ilario Legnaro fu condannato nel 1999 a 9 anni e 4 mesi con sentenza definitiva per il reato di associazione a delinquere. La Fun Time viene fondata nel 1982 nelle isole caraibiche di San Marten. I soci sono Gaetano Corallo per il 75% e Ilario Legnaro per il 25%. Secondo gli investigatori Gaetano Corallo è il collegamento tra Saro Spadaro e Felice Cuntrera fedelissimi uomini del boss catanese Nitto Santapaola che ha da sempre la passione dei casinò.

In un verbale di interrogatorio reso il 7 maggio del 2001, alla dottoressa Zanetti della Dda di Milano, il pentito di mafia Giovanni Brusca disse:” Legnaro Ilario, mi disse esplicitamente che per fargli ottonere la gestione del casinò di Campione d’ Italia si era mosso in prima persona Nitto Santapaola. Voglio anche aggiungere che senza l’ appoggio di Santapaola Legnaro non avrebbe mai ottenuto la gestione del casinò”. Infatti una foto, sequestrata dalla magistratura la notte del suo arresto, ritrae Ilario Legnaro e sua moglie, unitamente al boss mafioso catanese Nitto Santapaola, durante una cena nelle isole di Saint Marten. Nel 2003 la Fun TIme gestiva anche due uffici all’ interno dei casinò di Las Vegas, ed esattemente il Caesar Palace e l’ Hollywood delle isole di San Marten. In seguito alla denuncia da noi presentata il casinò di Lugano, una settimana dopo, con molto imbarazzo rescisse il contratto con la Fun Time e il 4 maggio del 2006 è stato condannato alla multa di 668.913,30 di franchi svizzeri dalla Commissione Federale Case da Gioco di Berna, perchè non comunicò di aver stipulato un contratto con la Fun Time.

Nel 2007 a Varese una mega villa di 30 stanze con giardino e depandance, fu sequestrata a Ilario Legnaro in base alla legge antimafia. E cosa fece la Padania, organo ufficiale del partito politico Lega Nord, che da sempre dice e si vanta si contrastare la mafia? Prese una posizione netta in difesa di questi pluripregiudicati. Così Gigi Moncalvo difendeva i coniugi Legnaro:” Portati via di notte davanti alle loro bimbe per aver osato contrastare la cordata legata a Craxi”. Moncalvo si stà riferendo all’ingiustificato motivo degli arresti, che hanno portato in carcere i coniugi Legnaro, ed inizia ad attaccare pesantemente la mia persona e la mia associazione. In una serie di articoli a piena pagina, mi indica come uomo appartenente ai Servizi Segreti, nazista, truffatore ed offese di ogni tipo e genere. Chiede attraverso i suoi articoli alla Procura Ticinese che io venga arrestato, pur di fermarmi.

Queste sue gravissime affermazioni lo porteranno a essere condannato in primo grado per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa il 22 maggio 2006 dal tribunale di Desio, in secondo grado dalla Corte di Appello di Milano il 21 maggio 2008 e in via definitiva in data 21 ottobre 2008 (leggi le sentenze). Protestai più volte allora, per questo immotivato comportamento del quotidiano politico La Padania nei miei confronti, dopo che pubblicò il mio indirizzo di casa, i miei numeri di telefono, il luogo di lavoro di mia moglie, l’ indirizzo dei miei suoceri, le targhe delle autovetture in possesso alla nostra famiglia, chiedendo spiegazioni direttamente al direttore politico del giornale di allora, il capo della Lega Nord, l’ Onorevole Umberto Bossi. Non mi fu mai data una risposta. Nel frattempo abbiamo scoperto che Gigi Moncalvo, assieme alla moglie, è un tesserato della Fun Time. A questo punto dopo 7 anni mi rivolgo ancora all’ Onorevole Umberto Bossi, ora Ministro della Repubblica Italiana, di spiegare per quale motivo essendo il direttore politico della Padania, ha permesso al suo direttore Gigi Moncalvo, che fossero scritti simili infamanti articoli che offendevano pesantemente l’ associazione sos racket e usura che da sempre contrasta i sistemi criminali, prendendo invece le difese di persone condannate per gravi reati e legati alla grande criminalità organizzata. In un momento dove la Lega Nord, si indigna per le parole pronunciate da Roberto Saviano e dal consigliere Regionale IDV Giulio Cavalli, mi rivolgo direttamente agli elettori della Lega Nord: perchè non vi indignate adesso…