Politica

L’organigramma di Silvio e Marina

Marina Berlusconi presidente del Consiglio? Silvio, il babbo, come Kim il Sung, il non rimpianto dittatore comunista della Corea del Nord che, prima di morire, garantì una successione in famiglia?

La notizia sembrava una delle tante bufale destinata a spegnersi nel giro di pochi secondi, invece si è aperto un dibattito e la ministra Prestigiacomo ci ha fatto sapere che potrebbe essere una buona pista per il presente e per il futuro, lo ha detto seriamente, seguita a ruota da altri più o meno illustri mazzieri del conflitto di interessi, in effetti chi meglio di un figlio o di una figlia potrebbe garantire al babbo scudi di ogni genere: giudiziari, fiscali, etici, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Già che ci siamo potremmo pure provare a completare l’organigramma.

Si potrebbe immaginare un Fedele Confalonieri alla presidenza della Rai, un Marcello dell’Utri alla presidenza dell’antimafia, un Previti, chi se ne frega della condanna in via definitiva, alla Corte Costituzionale, uno Scajola alla edilizia pubblica e soprattutto privata, un Cosentino alla giustizia, Emilio Fede potrebbe tornare al tg1, dove per altro non farebbe rimpiangere Minzolini, a Lele Mora si potrebbe riservare il rapporto con la Santa sede, mentre Fabrizio Corona potrebbe conquistare la poltrona di presidente per la autorità per la privacy;  peccato che il mafioso Mangano “quello che ha resistito alle domande dei giudici” sia già dipartito, altrimenti chi gli avrebbe impedito di assumere la guida dei servizi di sicurezza?

Dal momento che sarà pur sempre necessario rispettare qualche regola formale sarà bene indire delle primarie in famiglia, magari facendo candidare l’altra figlia Barbara, in tandem con il suo rettore Don Verzè,  quel prete che, con raro sprezzo del pericolo del ridicolo, volle congratularsi pubblicamente con la giovane neolaureata, supplicandola di continuare a collaborare con la libera università da lui fondata, presieduta, finanziata, naturalmente con il generoso contributo del Kim il Sung di Arcore..

Per evitare rischi elettorali basterà far votare un campione selezionato con la possibilità, a insindacabile giudizio del  babbo, di cambiare il risultato qualora non fosse quello concordato prima,  insomma esattamente quello che prevede lo statuto “coreano” della Pdl.

Se ne avete voglia potete completare il gioco dell’organigramma del futuro governo di Marina e Silvio.

Non c’è bisogno di grande acume per comprendere come questa apparente divagazione sia stata invece concordata non solo per distrarre la pubblica opinione con boatos di varia natura, ma anche per mandare un segnale ai vari Tremonti e Bossi,  affinché non si facciano illusioni, perché dopo Berlusconi ci sarà Berlusconi, punto e basta!

Per queste ragioni continuiamo a non fidarci di chi ha già decretato la sua fine,  il caimano resisterà e lo farà in tutti i modi, nessuno escluso. La strada della liberazione dall’incubo sarà lunga e faticosa, sarà costellata da colpi di scena di ogni sorta.

La mozione di sfiducia annunciata e presentata sarà un banco di prova, ma sarà bene tenersi pronti ad indire, se e quando sarà necessario, e molto presto lo sarà,  una grande immensa manifestazione di popolo capace di riunire quanti ancora credono nella Costituzione e nella legalità repubblicana, per una volta lasciando a casa distinzioni di parte, di partito, di fazione, di schieramento.