Politica

Fiom: senza incidenti non fa notizia

Che disgrazia! Che vergogna! Le tute blu della Fiom hanno disobbedito ai voleri del governo e hanno sfilato pacificamente per le vie di Roma.

Questa volta l’hanno fatta davvero grossa e così hanno costretto alcuni Tg del polo Raiset, in testa don Augusto, a levarli dai titoli, a metterli dopo una bella serie di servizi dedicati alla cronaca nera, di quelli che piacciono ai ministri della paura, vero Maroni? E che consentono di prendere i voti sfruttando l’ansia, l’insicurezza, il desiderio di ordine e magari di qualche uomo forte al comando.

Centinaia di migliaia di persone che arrivano a Roma e portano al centro dell’attenzione la questione sociale, le povertà vecchie e nuove, le precarietà, la sicurezza sui posti di lavoro, non sono una notizia di apertura se non accettano di trasformarsi in estremisti serbi, in provocatori, in infiltrati, in lanciatori di sassi o di molotov.

Per loro la prima pagina, tranne le poche e consuete eccezioni, o il titolo di apertura del Tg1, sono possibili solo se hanno una possibile connotazione negativa. No incidenti, no titolo, potremmo sintetizzare.

Il ministro Maroni dovrebbe chiedere scusa a queste persone, molte delle quali venivano proprio dalla Padania, per usare la comica espressione cara alle camicie verdi, e ringraziarle per la straordinaria lezione di ciiviltà e di passione politica che hanno relato all’Italia, anche a chi non la pensa come loro.

Questi sono davvero i cavalieri del lavoro che dovrebbero essere premiati dalle istituzioni repubblicane. Se il ministro e i suoi collaboratori avessero dedicato alla partita Italia-Serbia, ai fascisti in trasferta a Genova, e alle loro gesta, la stessa attenzione politica e mediatica dedicata a creare allarme ed allarmismo alla vigilia della manifestazione della Fiom, forse non avremmo assistito alle vergognose scene che hanno segnato quella partita, ma forse per questo governo è meglio criminalizzare il dissenso che non bloccare i criminali in trasferta.

Se proprio il ministro vuole occuparsi seriamente di eversori e di attentati alla costituzione e all’ordine pubblico potrebbe recarsi ad Adro, nel bresciano, dove un sindaco in camicia verde ha deciso di creare la repubblica autonoma del sole che ride.

Un prefetto efficente, quattro carabinieri e un paio di vigili urbani dovrebbero essere sufficenti a ristabilre la legalità repubblicana, altrimenti potrebbe chiedere aiuto alle tute blu della Fiom che non esiteranno a dargli una mano per mettere in un angolo i provocatori e le teste calde, a partire dal sindaco di Adro e dagli etremisti che lo sostengono.