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Usa e Uk sbloccano le forniture di armi a Kiev: ecco cosa riceverà e perché la controffensiva ucraina rimane un miraggio – L’analisi

Dopo mesi di impasse al Congresso americano, il nuovo pacchetto di aiuti militari arriverà a Kiev. Dopo mesi di scontri tra i Repubblicani e Democratici, il nodo gordiano finalmente è stato sciolto: gli ucraini riceveranno nuovi armamenti con i quali ritentare una nuova offensiva contro i russi. Il pacchetto d’aiuti ammonta a circa 60 miliardi di dollari. Immediatamente, secondo quanto riportato dalla stampa americana, arriveranno in Ucraina i primi sistemi missilistici superficie-aria MIM-104A/D Patriot forniti dalla Grecia che, a sua volta, riceverà una fornitura americana di sistemi più moderni e l’assicurazione che non verrà attaccata dalla Turchia. Non solo, però, queste armi non sono probabilmente in grado di dare il via a una nuova offensiva, ma rischiano di essere solo un modo di guadagnare tempo di fronte alla lenta ma costante avanzata russa.

Le nuove armi per Zelensky
Fornite già l’anno scorso agli ucraini per la difesa della capitale, le batterie Patriot sono state accreditate dell’abbattimento di un missile balistico ipersonico Kh-47M2 Kinzhal. Oltre a questi, sono in consegna grossi quantitativi di munizionamento da 155 mm per obici trainati e semoventi. Sembrerebbe che gli ucraini riceveranno anche i nuovi colpi SMArtER155 C-DAEM (Cannon-Delivered Area Effects Munition), si tratta di munizionamento a guida GPS progettato per trasportare sub munizionamento a carica cava in grado di distruggere i veicoli corazzati da combattimento per la fanteria (IFV, Infantry Fighting Vehicle) fino a distanze di circa 22 km. Il munizionamento da 155, insieme a quello da 105 mm, servirà per rimpinguare le scorte, ormai esauste, degli ucraini, anche se nella lista non ci sarebbero nuovi pezzi di artiglieria in sostituzione di quelli distrutti dai russi negli ultimi mesi.

Saranno inviati ulteriori IFV M-2A2 ODS Bradley, in sostituzioni di quelli distrutti dall’artiglieria e dalle loitering munition russe. Quest’ultima versione è meno recente delle precedenti (A3/4), infatti risale al 1991, quando le esperienze maturate con la Prima Guerra del Golfo consigliarono di introdurre delle migliorie al veicolo, come un telemetro laser più efficace e sistema di contromisure antimissile pensate per contrastare la prima generazione di missili filoguidati, ma ormai ampiamente superato. Oltre ai Bradley verranno mandati altri M-113 e Humvee, insomma si svuotano i magazzini dai ferri vecchi.

A quanto risulta a Ilfattoquotidiano.it, nella lista non sarebbero invece presenti i missili a corto raggio MGM-140 ATACMs Block IA, accreditati di una gittata massima di 300 km e lanciabili dagli Himars. Questo nonostante nei giorni scorsi la loro fornitura fosse stata ufficializzata.

Anche la Gran Bretagna, ovviamente, fornirà un pacchetto d’aiuti a Kiev, per una somma complessiva pari a 500 milioni di sterline. Sono menzionate 60 imbarcazioni non meglio identificate (potrebbero trattarsi di motoscafi RHIB a chiglia rigida), 1.600 missili aria-aria e aria-superficie, oltre ad altri missili da crociera Storm Shadow (in dotazione anche all’Aeronautica Militare). Inoltre Londra invierà 400 veicoli ruotati, tra cui 160 veicoli anti-mine Husky (simile al Lince 4×4 in dotazione all’Esercito Italiano) e 4 milioni di munizioni per armi leggere (5,56 e 7,62 mm).

I caccia bombardieri F-16S, invece, dovrebbero essere operativi da giugno: i primi sei su un totale di 24. I velivoli provengono dall’Aviazione dei Paesi Bassi, la quale si è impegnata a fornire anche l’armamento e APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) per compiti di sorveglianza.

Armi risolutive o palliativo?
A una prima lettura sembrerebbe, per le esauste forze ucraine, una “boccata d’ossigeno” non indifferente. In realtà, l’invio di questi sistemi d’arma potrebbe servire solamente a ritardare un esito già scritto, soprattutto dopo il fallimento della controffensiva di Kiev dello scorso maggio. L’Esercito ucraino non è più in grado di manovrare e, quindi, compiere azioni offensive contro le linee russe, fortemente presidiate dall’artiglieria monotubo (soprattutto obici semoventi) e da quella pluritubo (lanciarazzi campali). Al contrario le forze del Cremlino possono disporre di grossi quantitativi di veicoli corazzati/meccanizzati con i quali, in questi giorni, stanno avanzando lungo la linea del fronte contro le ormai indebolite linee ucraine.

La città di Kharkiv, la seconda dell’Ucraina, è costantemente sotto attacco missilistico russo e non è pensabile che possa resistere ancora per molto. Neanche l’arrivo di una ventina di F-16 – tra l’altro non certo la versione più avanzata – potrà ribaltare le sorti del conflitto, tanto più che i russi hanno cominciato a ricevere i primi sistemi superficie-aria a lungo raggio S-500, in grado di ingaggiare, con i nuovi missili 77N6, bersagli fino a una distanza di 600 km a una velocità di 7 km/sec, capace quindi di intercettare anche i missili balistici.