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Europee, il magistrato Tarfusser candidato con Azione: “L’ho deciso da poco. Non ho chiesto la revisione su Erba per questo motivo”

Il magistrato Cuno Tarfusser correrà con Azione alle elezioni europee. Lo ha annunciato Carlo Calenda, durante una conferenza stampa di presentazione a Milano. “Siamo molto felici e onorati di avere Cuno Tarfusser nella nostra lista per le europee perchè è un magistrato di primissimo ordine”, ha detto l’ex ministro del governo di Matteo Renzi. Tarfusser è il sostituto procuratore della Corte d’appello di Milano che ha chiesto la revisione delle condanne inflitte a Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba. “La mia candidatura risale come prima idea all’11 di aprile e quindi non è un’idea molto datata. Non venite a dirmi che ho fatto la richiesta di revisione sul processo di Erba perché un anno dopo sarei stato candidato“, ha detto il magistrato d’origine altoatesina. “Ho deciso domenica, non sono abituato ad essere seduto davanti ad un simbolo di partito perché ho fatto per anni il magistrato e ho dato tutto me stesso alla giustizia. Ho accettato perché sono alla fine della mia carriera di magistrato ma mi sento ancora troppo in forze e mentalmente ancora sano ed equilibrato”, ha proseguito.

“Tarfusser è stato per quasi 11 anni alla Corte penale internazionale, ha un’esperienza nella buona gestione degli uffici giudiziari, in particolare a Bolzano con un record in efficienza della gestione dei procedimenti, un tema che per noi è molto importante. Sarà uno dei candidati di punta della lista del nord ovest“, ha sostenuto invece Calenda. Il leader di Azione non ha ricordato però che solo nel febbraio scorso Tarfusser ha ricevuto la sanzione della censura dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. L’accusa nei suoi confronti era di aver mancato ai “doveri di imparzialità e correttezza” per aver depositato di propria iniziativa la richiesta, “in palese violazione del documento organizzativo dell’ufficio” che assegna la facoltà di chiedere la revisione soltanto al pg presso la Corte d’Appello o al suo vice, l’avvocato generale. Tarfusser, invece – ricorda il capo d’incolpazione – agì in autonomia il 31 marzo 2023, dopo aver tenuto, senza alcuna delega, lunghi “contatti con i difensori” di Olindo e Rosa, all’ergastolo in via definitiva per il massacro, e aver ricevuto da loro “documenti asseritamente integranti nuovi e decisivi elementi di prova”. Contro la censura Tarfusser ha annunciato di voler presentare ricorso.