Politica

Calenda contro la lista di Renzi con Cuffaro e Mastella: “Cultura della mafia”. Il sindaco di Benevento: “Pariolino viziato, lo querelo”

Ha associato la lista per le europee nata dall’alleanza tra Italia viva e Più Europa alla “cultura della mafia“. Il motivo? Le intese con Totò Cuffaro, Clemente Mastella e Luigi Cesaro. È polemica per il post scritto da Carlo Calenda per criticare la decisione di Emma Bonino di confluire nella lista unica nata su spinta di Matteo Renzi. “Ho dato mandato di querelare Carlo Calenda. Questo pariolino viziato che gioca a fare il bulletto mediatico non può permettersi di associare il mio nome e la mia storia politica alla mafia”, ha replicato Mastella, annunciando una denuncia per il leader d’Azione.

Calenda non ha aderito al cartello di liste battezzato Stati Uniti d’Europa. E ha attaccato la decisione di Bonino, che invece ha spinto Più Europa ad allearsi con Renzi. “Cara Emma senza alcuna polemica. Per Azione non ha alcun senso fare una lista e dire il giorno dopo ognuno andrà per la sua strada. Non ha alcun senso fare una lista che include movimenti che andranno in gruppi politici europei diversi.
Non ha alcun senso portarsi dietro, sia pure per interposta persona, Cuffaro, Cesaro e Mastella. La cultura della mafia è l’opposto dei valori europei“, ha scritto l’ex ministro su facebook. Un post in cui attacca pure Renzi. “Non ha alcun senso candidare in Ue – mentre combattiamo contro le influenze straniere nei processi democratici europei – chi è pagato da dittatori stranieri. Chiamare la lista Stati Uniti d’Europa non può coprire personaggi e comportamenti che rappresentano l’opposto dei valori europei”.

Il primo a replicare è stato Mastella. “Mastella associato alla cultura della mafia? Ho dato mandato di querelare Carlo Calenda”, ha detto il sindaco di Benevento. “Mentre lui giocava a fare il figlio di mammà, io ho combattuto senza sconti la criminalità organizzata, da Ministro della Giustizia. Calenda non capisce nulla di politica, ma non pensavo fosse pure un maestro di maleducato e diffamante dileggio. Ci vedremo in tribunale”, prosegue Mastella. “Renzi – prosegue il leader di Noi Centro – ha miracolato il pariolino con cariche importanti come quella di Ambasciatore e Ministro sottraendolo dall’anonimato cui era destinato. Calenda ha ripagato Renzi con perfidia e ingratitudine”. Attacca il leader di Azione anche Raffaella Paita di Italia Viva: “Ancora una volta insulta senza ritegno. Mi auguro che abbia la civiltà di rinunciare all’immunità parlamentare subito, come chiestogli da Cesaro e Mastella. Le sue insinuazioni sono inaccettabili”.