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Una donna con un bambino entra in una chiesa in Texas e apre il fuoco con un fucile marchiato “Free Palestine”: uccisa da due agenti

Una donna con un bambino è entrata in chiesa e con un fucile a canna lunga ha iniziato a sparare. È quanto è successo verso le 2 del pomeriggio di domenica nella chiesa evangelica Lakewood Church, del pastore e telepredicatore Joel Osteen a Houston in Texas, alla fine della messa in inglese, mentre stava iniziando quella in spagnolo. Come riportato dalla Cnn, la donna ha aperto il fuoco con un fucile AR-15 con scritto “Free Palestine” e ha minacciato di avere una bomba.

La donna ha aperto il fuoco ma due agenti fuori servizio che stavano partecipando alla funzione sono riusciti a intervenire tempestivamente evitando la strage. Nella sparatoria la donna è stata uccisa, il bambino di 5 anni che era con lei è stato ferito ad una gamba e un’altra donna che si trovava all’interno della chiesa è stata ferita. Il capo della polizia di Houston, Troy Finner, ha dichiarato che al momento non è chiaro chi abbia colpito il bambino, “ma poteva andare molto peggio” dato che la chiesa è frequentata ogni settimana da decine di migliaia di persone e che se il fatto fosse accaduto alla predicazione delle 11, che è più affollata, il bilancio delle persone coinvolte sarebbe stato maggiore.

La polizia poi ha evacuato l’intera zona dove si trova la chiesa, ma non ha ancora fornito l’identità della donna, quale sia la relazione con il bambino e nemmeno se il suo gesto folle si tratta di un atto politico o l’azione di una persona con problemi mentali. È stata controllata anche l’auto della donna per verificare che non ci fossero degli ordigni.

Il predicatore Joel Osteen ha detto di non sapere il motivo per cui tutto è accaduto qualcosa del genere, ma ha assicurato che “Dio è in controllo”. Ha aggiunto che avrebbe pregato per la donna uccisa, per i feriti e per le loro famiglie: “Dobbiamo essere forti ed andare avanti. Ci sono forze del male, ma le forze che sono con noi, le forze di Dio, sono più forti. E noi dobbiamo fare quello che ci chiede Dio: aiutare le persone a rialzarsi e dare speranza al mondo”. Nonostante le parole di incoraggiamento del pastore, una ricerca fatta da Lifeway Research -associazione di distribuzione e servizi- ha rilevato che il 55% dei pastori hanno realizzato dei piani per rispondere a eventuali attacchi armati durante le funzioni religiose.