Scuola

“Identificati per due ore dalla Digos per non farci manifestare”: la denuncia degli studenti al centenario dell’università di Firenze

Niente proteste per i cent’anni dell’università di Firenze festeggiati col capo dello Stato Sergio Mattarella. Anzi: gli studenti sono stati “trattenuti” dalle forze dell’ordine “per evitare” manifestazioni. A raccontarlo è l’Unione degli universitari. “Avevamo programmato di manifestare in modo pacifico e silenzioso la nostra opinione verso le degradanti condizioni in cui versa la comunità studentesca – raccontano – Per questo avevamo preparato dei fogli A3 riportanti slogan e anche citazioni del presidente della Repubblica circa l’importanza del diritto allo studio. In qualche modo, la segreteria della rettrice è venuta a sapere delle nostre intenzioni e ha informato la Digos, la quale ha provveduto a scortare i nostri rappresentanti e il nostro senatore accademico fuori dal teatro, impedendoci così di partecipare all’evento”. Secondo quanto spiega l’associazione “sono stati requisiti i documenti di identità e i rappresentanti sono stati trattenuti dalle 10:30 alle 12:30 – prosegue la nota -, con la possibilità di andare in bagno dopo un’ora sotto scorta. Alle ripetute richieste di spiegazioni, gli agenti in servizio continuavano a rispondere che stavano ancora procedendo ai controlli delle identità“.

Per Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell’Udu, quello della polizia è stato un “comportamento inaccettabile“: “Valuteremo con il nostro legale se sporgere denuncia per sequestro di persona”. Per Piredda, “quanto successo ci ricorda l’episodio della Scala di Milano. A Firenze è bastato tentare di esporre un cartello per venire allontanati e trattenuti per due ore dalla polizia“. L’Udu chiede chiarimenti alla rettrice Alessandra Petrucci, alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini (entrambe erano presenti alla cerimonia) e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

L’episodio ha suscitato la reazione dei consiglieri comunali di Sinistra progetto comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu: “La contestazione deve far parte dei luoghi di formazione e della cultura. Le celebrazioni vuote soffocano la democrazia” sottolineano in una nota. “Proprio i luoghi della cultura e della ricerca – aggiungono i due consiglieri – dovrebbero aprirsi ai conflitti, riconoscendoli e con elasticità rispetto alle forme di protesta. Un gruppo di giovani studentesse e studenti sarebbe stato allontanato e identificato, solo perché trovato in possesso di alcuni cartelli neppure esibiti. Chi ha dato questa indicazione? L’università? Il Comune ne era a conoscenza? Ha una posizione da esprimere?”. Per i parlamentari del Pd delle commissioni Istruzione di Camera e Senato quanto è accaduto è “gravissimo”: “Una forma preventiva di repressione del dissenso che contestiamo con forza” spiegano annunciando un’interrogazione ai due ministri competenti.