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“Mia figlia mi chiama continuamente per badare a mio nipote e se dico no, sostiene che sono una nonna cattiva”: lo sfogo dell’80enne Philippa Perry sul Guardian

Una delle pagine più lette negli ultimi giorni sul celebre quotidiano inglese riguarda le richieste insistenti e finanche disperate di una signora ottantenne con la vita quotidiana totalmente cancellata delle necessità imposte dalla figlia

Ho 80 anni e mia figlia mi rovina la vita obbligandomi a tenere continuamente suo figlio. La nonnina si lamenta e il Guardian risponde. Una delle pagine più lette negli ultimi giorni sul celebre quotidiano inglese riguarda le richieste insistenti e finanche disperate di una signora ottantenne con la vita quotidiana totalmente cancellata delle necessità imposte dalla figlia. Prima di leggere la risposta della psicoterapeuta del Guardian, Philippa Perry, alcuni dettagli dell’accorata lettera. Intanto la signora ha una figlia di 50 anni e compito più gravoso di tutti, e da tempo, è quello di stare dietro praticamente ogni giorno al figlio di lei, quindi al proprio nipote, un 16enne autistico.

“Mio marito da ormai 40 anni è stato un nonno incredibile per mio nipote, pur non essendo il nonno biologico. I contatti col padre di mio nipote sono andati persi e gli altri nonni che vivono nelle vicinanze non si interessano minimamente”, esordisce la nonna. “Lo scorso anno sono dovuta rimanere a casa di mia figlia con mio nipote per tre settimane mentre lei era impegnata con un corso”, scrive la signora che poi spiega come questa urgenza si sia trasformata presto in un’abitudine che ha portato perfino i due anziani a vendere la casetta in Spagna dove si recavano spesso per passare bei momenti nella loro vecchiaia. Come se non bastasse la nonna viene precettata in ogni istante anche per le situazioni in cui la sua presenza fisica sarebbe stata fondamentale: “Quest’anno un parente è morto e mia figlia mi ha detto che avrei dovuto partecipare al funerale online o far cambiare il giorno, e che se non avessi fatto una delle due cose, mi sarei dimostrata una cattiva mamma. Ma tutto ciò è solo la punta dell’iceberg, mi usa in continuazione e non è mai grata per ciò che faccio”.

La signora infine sbotta alludendo che da un lato la figlia ha ereditato dal padre biologico e suo ex marito un bel gruzzolo (quindi potrebbe fare scelte differenti per la tutela del figlio) e che la figlia si mostra mite e fragile ma che ne suoi confronti quando nessuno la vede è “cattivissima”. La dottoressa Pherry di fronte allo sconfortato “che fare” della nonnina risponde che “bisogna imparare a dire dei no” e di “non farsi manipolare”. Più facile a dirsi che a farsi, probabilmente: “Se mostra segni come colpevolizzare te quando ha torto, non considerare validi i tuoi pensieri e sentimenti, ricatti emotivi, prenderti in giro in maniera insistente e accusarti di essere egoista, metti giù il telefono oppure lascia la stanza. All’inizio, forse, ti sentirai in difficoltà nel mettere dei limiti, ma mostrati sicura di te: il tuo benessere deve essere la priorità”.