Politica

Forza Italia contro Renzo Piano per i compensi dall’estero: “Se attaccate Renzi, allora verifiche anche sull’archistar”

Della serie, non ci facciamo mai mancare nulla. Forza Italia contro Renzo Piano. “Indaghiamo su di lui. È senatore a vita a non può accettare incarichi dall’estero”, è la richiesta del senatore forzista Adriano Paroli alla giunta per le elezioni e le immunità di Palazzo Madama di cui fa parte. Tutto inizia dalla richiesta del Movimento 5 Stelle di verificare l’incompatibilità di Matteo Renzi che, come senatore, svolge consulenze, ha incarichi e percepisce emolumenti dall’estero, soprattutto dall’Arabia Saudita di Bin Salman, cosa che nell’ultimo anno ha generato roventi polemiche. Qui si è agganciato il senatore Paroli. “Se dobbiamo verificare l’incompatibilità del senatore Renzi, allora va verificata anche la situazione di Renzo Piano”, spiega Paroli al Fatto. “Non è una questione di vezzi o ripicche, ma di regole. O la questione vale per tutti oppure non vale per nessuno. Renzi non è l’unico senatore che percepisce emolumenti dall’estero, c’è anche Piano”, continua Paroli, che dal 2008 al 2013 è stato sindaco di Brescia.

Qualcuno sospetta che vi possa essere un interesse politico o magari una sorta di vendetta, visto che l’architetto non ha mai nascosto le sue simpatie per il centrosinistra e comunque non è certamente uomo di destra. E anzi negli anni passati non ha risparmiato critiche nei confronti di Silvio Berlusconi. Che Piano in passato ha descritto come “esempio terribile per l’Italia”, un politico che “ha dato ossigeno alle parti peggiori della società”, sollevando più volte nei suoi confronti il tema della questione morale e del conflitto d’interessi. “Guardi, non è per questo, non ho mai nemmeno avuto l’occasione di confrontarmi politicamente con Piano, anche perché in Senato non si vede quasi mai. È una questione di regole che devono valere per tutti: se viene sollevata la questione di incompatibilità per Renzi per le sue consulenze all’estero, allora deve valere per tutti gli esponenti politici pagati da altri Paesi per il loro lavoro, come appunto l’architetto Piano”, aggiunge Paroli. “Del resto su Renzi, senza mai nominarlo, la questione è stata posta dallo stesso leader pentastellato Giuseppe Conte”, osserva il forzista.

Peccato, però, che Renzo Piano, uno dei più grandi architetti del mondo, sia stato nominato senatore a vita dall’ex presidente Giorgio Napolitano nell’agosto 2013 proprio in virtù dei suoi meriti professionali riconosciuti in tutto il globo. E Renzo Piano da sempre lavora più all’estero che in Italia. Sotto questo aspetto Fi ha incontrato il favore della Lega che, con Manfredi Potenti, si è detta disponibile a convocare la giunta “per lo svolgimento dell’istruttoria sulle cariche ricoperte dai senatori”. Resta da vedere ora se il presidente della giunta Dario Franceschini (Pd) voglia assecondare la richiesta e aprire un’istruttoria per verificare l’incompatibilità con la carica di senatore anche dell’architetto italiano più famoso che tutto il mondo ci invidia. Con città e Paesi che fanno a gara per fregiarsi delle sue opere.