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Prescrizione, il Csm approva il parere: “Serve una norma transitoria, a rischio i target Pnrr”. Vota contro il laico di Fi, astenuto il renziano

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato a maggioranza il parere sul ddl di riforma della prescrizione licenziato martedì dalla Camera (e in attesa del passaggio al Senato). Il testo – varato la scorsa settimana dalla Sesta Commissione di palazzo dei Marescialli – segnala che la riforma, la quarta dal 2017, obbligherà gli uffici giudiziari a una “completa riprogrammazione delle attività e “riorganizzazione dei ruoli di udienza” per far fronte alle nuove regole. Tutto tempo di lavoro che verrà sottratto “alla trattazione delle udienze, alla stesura delle motivazioni e agli adempimenti di cancelleria”, con “inevitabili ricadute negative sulla durata dei giudizi e lo smaltimento dell’arretrato”. E un rischio su tutti: “Pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi negoziati con la Commissione europea” nell’ambito del Pnrr, che impongono di ridurre, entro il giugno 2026, la durata media del processo penale del 25% rispetto al 2019.

Se il ddl entrerà in vigore, infatti, sarà necessario individuare (in concreto) la legge più favorevole al reo tra cinque discipline che si troveranno a coesistere: la ex Cirielli del 2005, la Orlando del 2017, la “Spazzacorrotti” Bonafede del 2019, la Cartabia del 2021 e la nuova riforma, ancora senza nome. Per questo il Csm chiede di introdurre una norma transitoria, cioè una clausola per chiarire l’ambito di applicazione temporale della nuova riforma e risolvere alla radice i problemi di interpretazione. Un appello già arrivato dall’Anm (il sindacato dei magistrati) e dai 26 presidenti delle Corti d’Appello italiane, che però il Guardasigilli Carlo Nordio e la maggioranza hanno scelto di ignorare: alla Camera gli emendamenti delle opposizioni in questo senso sono stati respinti. A favore del parere in plenum tutti i consiglieri tranne il laico in quota Forza Italia Enrico Aimi (che ha votato contro) e il renziano Ernesto Carbone (che si è astenuto).