Mondo

Non solo la rabbia degli agricoltori: Germania di fronte a una nuova ondata di scioperi, tra proteste e timori di infiltrazioni neonaziste

Il governo tedesco non ha ancora assicurato l’approvazione del bilancio 2024 e deve riaffrontare una stagione di scioperi. I macchinisti aderenti al sindacato GDL annunciano un’agitazione di tre giorni dal 10 al 12 gennaio, per il comparto merci DB Cargo l’astensione dal lavoro inizierà già martedì sera. Le Deutsche Bahn hanno chiesto l’intervento della magistratura. Proteste, quantomeno in Baviera, anche di mugnai, macellai e panettieri per il ripristino dell’Iva al 19%, il venir meno del tetto al prezzo dell’energia, l’elevazione dell’accisa sulle emissioni di CO2 e del pedaggio autostradale per il trasporto merci. Possibili, ma non ancora preannunciate nuove agitazioni dei medici. Certa invece da lunedì, e per tutta la settimana, la prosecuzione delle agitazioni degli agricoltori, che in tutto il Paese, in oltre 100 azioni di protesta, bloccheranno con i loro trattori diversi tratti autostradali e arterie cittadine. Già domenica sera almeno 48 trattori erano già alla Porta di Brandeburgo a Berlino dove le dimostrazioni culmineranno il 15 gennaio. Diversi Länder hanno già previsto che a fronte degli impedimenti nella circolazione le assenze scolastiche potranno essere giustificate, ma i disagi potrebbero essere ben più estesi e la polizia ha avvisato anche dei rischi di balle di fieno sulle strade.

La coalizione semaforo (Spd, Verdi e liberali) dopo la dimostrazione degli agricoltori del 18 dicembre 2023 nella capitale, con migliaia di partecipanti, ha già fatto loro delle concessioni: le macchine agricole e forestali resteranno esenti dalla tassa sugli autoveicoli e gli sgravi sulle accise al solo diesel per uso agricolo saranno eliminati solo in diversi anni progressivamente. Gli agricoltori vogliono però ottenere il pieno ritiro della cancellazione dei sussidi al settore agricolo, annunciati dal governo nell’ambito della riformulazione delle priorità nel bilancio 2024, necessaria per la decisione della Corte costituzionale che ha vietato l’uso di fondi raccolti per combattere la pandemia per fini diversi. I tagli significano per gli agricoltori diminuzioni effettive di competitività e sicurezza per il futuro e lamentano come questo non venga colto dalla politica. Il ministro delle Finanze Christian Lindner (FDP) dal congresso del suo partito all’Epifania ha però criticato le proteste come sproporzionate, censurando come un gruppo che comunque gode di forti sovvenzioni comunitarie voglia sottrarsi dal fare la sua parte. Anche la capa della SPD, Saskia Esken, chiede agli agricoltori di accettare il compromesso raggiunto. Al contrario il Governatore della Bassa Sassonia Stephan Weil (SPD), suggerisce al governo di ritirare tutti i tagli, le aziende agricole sono colpite comunque dal maggior prezzo della CO2; è vero che godono anche di sovvenzioni ma sono volatili, sul prezzo del latte – ad esempio – da un picco di 60 cent un anno fa sono scese a 38. Piena solidarietà ai dimostranti dal Governatore del Nord-Reno Vestfalia Hendrik Wüst (CDU) che però raccomanda loro di restare nel solco della legge.

Nel clima politico generale ci sono infatti soprattutto timori che le proteste possano essere infiltrate dall’estrema destra. La Welt am Sonntag riporta che la polizia federale ha raccolto segnali in tal senso in internet relativamente all’Assia e l’emittente MDR indica che in Sassonia forze di destra come i Freien Sachsen e la AfD intendano trarre capitale politico dalle proteste. Già giovedì sera oltre un centinaio di dimostranti a Schlüttsiel, in Schleswig-Holstein, ha impedito l’attracco di un traghetto con a bordo il ministro dell’economia Robert Habeck (Verdi) di rientro da una vacanza privata. Gli agenti di polizia sul molo hanno dovuto usare spray al peperoncino per disperdere i facinorosi che volevano assaltare la nave, mentre questa riprendeva il largo con tutti i passeggeri. Il Vicecancelliere ha potuto tornare a terra solo alle due di notte. Gli agitatori provenivano dagli ambienti del Movimento identitario. L’episodio ha provocato critiche quasi unanimi. Il Presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier (SPD) si è detto scioccato ed ha dichiarato “non possiamo accettarlo”; il Ministro dell’Agricoltura Cem Özdemir (Verdi), che pure aveva subito preso a cuore le ragioni della protesta, convincendo i partner di hoverno al passo indietro sui tagli di bilancio, ha stigmatizzato “sono persone a cui non interessa l’agricoltura tedesca, hanno sogni di ribaltamenti che non ci saranno”. E persino la CSU, che appoggia la protesta degli agricoltori in funzione antigovernativa scommettendo su un’alternanza alla cancelleria, per bocca di Alexander Dobrindt dal raduno del partito presso il monastero di Seeon ha preso le distanze. Solo la leader di sinistra Sahra Wagenknecht ha censurato Habeck come “imbarazzante” e “piagnucoloso”.

Non è d’altronde la prima volta che gruppi di destra sono comparsi nelle dimostrazioni dei contadini. La ARD ha riportato che già in una grossa manifestazione a Stoccarda alla fine dell’anno scorso venne fatto simbolicamente penzolare un semaforo da un cappio; un esempio che richiama le proteste etnico-nazionaliste che si videro contro gli afflussi di immigrati nel 2015. Inoltre, da diversi trattori sventolava la bandiera nera del movimento identitario contadino Landvolk e furono notati anche logo del partito Heimat, successore della neonazista NPD. Il presidente della Associazione tedesca degli agricoltori, Joachim Rukwied, invita perciò adesso apertamente gli iscritti a non lasciare che la protesta venga sfruttata e delegittimata come veicolo di fantasie di sovversione da infiltrati dell’estrema destra.