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Usa, il capo del Pentagono Austin ricoverato dal 1° gennaio: ma Biden resta all’oscuro per tre giorni. I repubblicani: “Inaccettabile”

Da lunedì 1° gennaio il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin, settant’anni, è ricoverato al Walter Reed National Military Medical Center di Bethesda (Maryland) per complicazioni in seguito a un piccolo intervento medico elettivo. Ma per tre giorni non lo ha saputo nessuno, nemmeno il presidente Joe Biden: Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, ne è venuto a conoscenza solo giovedì, mentre la notizia è stata resa pubblica venerdì, poco dopo che erano stati informati anche alti dirigenti del Pentagono e i leader del Congresso. Il caso ha provocato uno choc all’interno e all’esterno dell’amministrazione, tanto che il capo della Difesa è stato costretto a scusarsi e ad assumersi “la piena responsabilità” della mancata comunicazione. “Riconosco che avrei potuto fare un lavoro migliore assicurando che il pubblico fosse adeguatamente informato. Mi impegno a fare meglio. Ma è importante dire che questa è stata una mia procedura medica e mi assumo la piena responsabilità delle mie decisioni in merito alla divulgazione”.

Sabato tra Austin e Biden c’è stata una telefonata chiarificatrice: secondo due dirigenti citati dal New York Times, il presidente conserva “piena fiducia” nel segretario ed è lieto di sapere che si stia riprendendo. I repubblicani però sono già sulle barricate: alcuni eletti chiedono che Austin riferisca al Congresso o venga direttamente allontanato per quella che viene descritta come una “grave rottura” nel rapporto di fiducia con l’amministrazione. Il deputato Jim Banks, membro della commissione per le Forze armate, definisce la vicenda “molto preoccupante”; il senatore Roger Wicker parla di “scioccante violazione della legge da parte del Dipartimento della Difesa”, che “erode ulteriormente la fiducia nell’amministrazione Biden”. “Inadempienza al dovere, totalmente inaccettabile”, commenta alla Cnn Mike Pence, già vice di Donald Trump alla Casa Bianca.

Il portavoce del Pentagono, Pat Ryder, ha rassicurato l’opinione pubblica sottolineando che “in ogni momento la viceministra della Difesa, Kathleen Hicks, era pronta ad agire e a utilizzare le prerogative del ministro, se necessario”, senza però specificare se questa eventualità si sia verificata o meno. Il ricovero di Austin, peraltro, arriva in un momento molto delicato per l’esercito, che affronta attacchi quasi quotidiani da parte di gruppi sostenuti dall’Iran in Medio Oriente. Giovedì le forze statunitensi hanno ucciso il leader di un gruppo terroristico in Iraq che prendeva di mira il personale americano: Austin, insieme a Biden, ha approvato l’attacco prima di entrare in ospedale. In una lettera indirizzata al Pentagono, l’associazione dei giornalisti che si occupano di Difesa ha espresso “gravi preoccupazioni” per la segretezza mantenuta intorno alla degenza, affermando che ritardarne l’annuncio per giorni “è uno scandalo”. “Il pubblico ha il diritto di sapere quando i membri del gabinetto americano sono ricoverati in ospedale, sotto anestesia o quando vengono delegati compiti a seguito di una procedura medica”, sottolinea l’associazione.