Politica

I miei ‘pizzini’ di inizio anno. Il primo: al senatore Renzi

Inizio l’anno inviando alcuni pizzini per evidenziare fatti accaduti nel 2023. Intanto, cito una commedia di Luigi Pirandello: Il Piacere dell’onestà, con la recondita speranza, che qualche regista la faccia recitare in Parlamento. Chissà che non giovi, atteso che da tempo la parola onestà è divenuta desueta, specialmente tra alcuni inquilini sedenti negli ambulacri del potere romano.

Il primo pizzino lo mando al baldanzoso senatore Matteo Renzi, che accusa Giuseppe Conte di essere “povero”. Renzi, offende anche milioni di italiani che vivono in povertà. Eppur una volta sembrava che Renzi fosse di sinistra: anzi direi che mi prese per il lato B, allorquando pagai 2 euro per partecipare alle sue primarie. Vede senatore Renzi, sono contento che lei abbia guadagnato oltre tre milioni di euro e le faccio i complimenti, ma questo non giustifica la sua ironia da bassa lega. Intanto, lei dovrebbe dimettersi da senatore e poi esercitare l’arte del conferenziere. Sia Tony Blair che Bill Clinton, fanno conferenze, ma sono liberi da impegni statali.

Voglio dirle, che io da ex poliziotto, da 15 anni vado nelle scuole, non solo italiane, ad incontrare i ragazzi, e lo faccio senza mercificazione. Solo poche scuole mi hanno rimborsato le spese di viaggio. E le dirò di più: una scuola del milanese mi ha offerto 300 euro per due ore di lezioni: ho rifiutato e fatto l’incontro. Nella terza decade di questo mese, senatore Renzi – in tre giorni -, farò lezione di legalità in 23 classi di quarta e quinta del liceo scientifico forlivese Fulceri Paulucci di Calboli, e sempre senza gettoni di presenza.

Quindi, senatore Renzi si decida o fa il parlamentare o il conferenziere o si faccia assumere da colui che viene indicato come il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Mi scusi se glielo chiedo: quest’anno ha ricevuto in regalo i “Babbi”?

Pizzino indirizzato al ministro Valditara, per suggerirgli d’inserire nei programmi scolastici un corso per le ragazze, al fine di convincerli a sposarsi e diventare mamme, come consigliato dalla senatrice Lavinia Mennuni-FDI. Almeno così potremmo veder nascere tanti “fratellini d’Italia”.

Pizzino per il ministro Nordio, al quale faccio una domanda. Ma se io da poliziotto Digos o Dia, avessi consegnato a qualcuno fuori dal mio ufficio, una relazione di servizio, per danneggiare un partito politico o un parlamentare, lei non pensa che da magistrato m’avrebbe indagato? Per favore non mi venga a dire che gli atti compiuti dagli organi di polizia non siano riservati e che possono essere divulgati all’esterno, come ha fatto il deputato Delmastro. Ero munito di NOS (nulla osta segretezza) e so perfettamente, che il comportamento del deputato Delmastro è censurabile. E che dire dell’infelice frase presa in prestito da Mussolini: “Spezzeremo le reni al cancro delle correnti”, riferendosi alla magistratura. Che obbrobrio! É davvero penoso udire siffatta dichiarazione da un parlamentare italiano.

A proposito di Delmastro, invio un pizzino al suo amico di partito, il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, per dirgli che con le armi non si gioca e spero che il suo porto d’armi venga revocato sine die.

L’ultimo pizzino lo mando ad alcuni parlamentari e segnatamente al deputato Costa, che vuole far editare la cosiddetta legge-bavaglio. E già, volete “commugghiare” (coprire) la pentola del vostro malaffare. Ma che paura avete? La divulgazione di atti giudiziari, e le intercettazioni, vi tolgono il sonno? Esiste un rimedio: essere onesti. Se la legge-bavaglio fosse già operativa, la vicenda degli arresti domiciliari di Tommaso Verdini – figlio del noto Denis e cognato del notissimo Matteo Salvini – non sarebbe stata resa pubblica. Piuttosto che cercare di imbavagliare i giornalisti, dovreste essere trasparenti come l’acqua cristallina di un ruscello altoatesino.

E invece no, siete sempre alla ricerca di non far trapelare quel coacervo di intrighi affaristici, cercando di approvare una legge, dal sapore omertoso, tanto caro ai mafiosi. E poi vi meravigliate perché tanti non vanno più a votare. “I governanti dovrebbero occuparsi esclusivamente del bene collettivo, lo Stato degenera, quando i governanti guardano al proprio bene”. (Platone). Se resuscitasse Platone cosa direbbe di Santanchè, Sgarbi, Verdini, Delmastro, Pozzolo e di tanti intrallazzatori che governano il Paese?