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Centinaia di operai protestano per l’esplosione della fabbrica di nichel in Indonesia: “Più sicurezza e rispetto dei diritti umani”

Centinaia di operai in Indonesia hanno scatenato un’ondata di proteste dopo l’esplosione di una fabbrica di nichel che ha causato la morte di almeno 18 lavoratori e ferito gravemente molte altre decine. La tragedia, avvenuta sabato scorso nell’impianto Pt Indonesia Tsingshan Stainless Steel (Itss) nel distretto industriale di Morowali, ha sollevato non solo questioni sulla sicurezza sul lavoro ma ha anche scatenato un acceso dibattito sulle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operai. L’esplosione è avvenuta durante le operazioni di riparazione di un altoforno, quando liquidi infiammabili hanno investito gli operai, causando un incendio e provocando ustioni fatali. La fabbrica, finanziata da capitali cinesi, ha sollevato preoccupazioni sulle prassi di sicurezza e sulle condizioni di lavoro in impianti di proprietà straniera in Indonesia.

I manifestanti, radunatisi fuori dalla fabbrica, hanno espresso indignazione e hanno presentato una lista di 23 richieste, tra cui miglioramenti nei servizi di pronto soccorso, cambiamenti nella gestione aziendale e l’obbligo per i dirigenti cinesi di imparare la lingua indonesiana. Le richieste riflettono una crescente preoccupazione non solo per l’incidente fatale, ma anche per la necessità di condizioni di lavoro più sicure e dignitose in generale.

L’esplosione ha distrutto la fornace e danneggiato le pareti dell’edificio, rivelando lacune significative nelle procedure di sicurezza. La PT Indonesia Tsingshan Stainless Steel, una filiale del PT Indonesia Morowali Industrial Park, è ora al centro di indagini sulle cause dell’incidente, con la società che dichiara di collaborare strettamente con le autorità.

Le preoccupazioni sulla sicurezza sul lavoro nell’industria del nichel non sono nuove. Un gruppo di lavoratori cinesi aveva presentato recentemente una denuncia sostenendo il deterioramento della salute e la mancanza di attrezzature di sicurezza. Secondo il Mining Advocacy Network indonesiano, almeno 22 lavoratori sono morti negli impianti di fusione del nichel nella provincia di Sulawesi centrale dal 2019. La tragedia ha acceso un acceso dibattito sulla necessità di rafforzare le normative e le prassi di sicurezza sul lavoro in quest’industria cruciale: già il mese scorso, infatti, tre lavoratori cinesi avevano presentato una denuncia alla Commissione nazionale indonesiana per i diritti umani, sostenendo che le loro condizioni di salute si stanno deteriorando a causa dell’esposizione alla polvere e al fumo, mentre lavorano sette giorni senza interruzione alla PT IMIP. I lavoratori, inoltre, non dispongono di attrezzature di sicurezza adeguate. Stando ai dati raccolti dal Mining Advocacy Network, un organo di controllo indonesiano, almeno 22 lavoratori provenienti dalla Cina e dall’Indonesia sono morti negli impianti di fusione del nichel nella provincia di Sulawesi centrale dal 2019, tra cui due cittadini cinesi che si sono suicidati.