Scienza

Dal super computer al nuovo vaccino anti malaria: ecco le più importanti scoperte scientifiche del 2023 secondo Science

Il 2023 è agli sgoccioli e la rivista Science riassume i più entusiasmanti e promettenti traguardi scientifici di quest’anno. A fine gennaio, viene rilasciato in Europa un computer con una potenza di calcolo pari a quella di 5 milioni di comuni pc, una velocità nell’ordine degli ExaFLOPS, in Germania. Nel 2022, accadeva lo stesso negli Stati Uniti, è ufficiale: sta iniziando la scalata dei super computer exascale, una rivoluzione che accelererà la ricerca in campi cruciali come clima, salute, energia e intelligenza artificiale.

Nel frattempo, un nuovo vaccino sta rivoluzionando la lotta alla malaria in Paesi a rischio. È di aprile la notizia che è stato approvato il primo vaccino che supera la soglia del 75% di efficacia: si chiama R21/Matrix-M ed è stato sviluppato dall’università di Oxford. La Food and Drugs Authority ghanese dà il via libera per il momento nei bambini di età compresa fra i cinque e i 36 mesi. Dopo il Ghana, molti altri Paesi prendono il suo esempio e si accaparrano scorte di vaccino per rallentare il rischio di malaria. Ma il 2023 conta un altro risultato storico in ambito salute. A maggio i maggiori giornali del mondo danno una notizia attesa quanto inaspettata: una sperimentazione di un farmaco anti-Alzheimer, uno studio di Fase 3, dà una buona notizia: il farmaco è in grado di rallentare il declino cognitivo del 35%. Si tratta dell’anticorpo monoclonale donanemab di Ely Lilli semi-sintetico, sviluppato in laboratorio, un farmaco che colpisce le placche di beta amiloide, proteine che si accumulano nel cervello nei pazienti con Alzheimer. Attualmente, il farmaco è in attesa di approvazione per l’immissione in commercio.

A giugno si ascolta il suono dell’universo: viene registrato per la prima volta il suo “ronzio”. Grazie alla collaborazione di centinaia di scienziati che hanno utilizzato radiotelescopi in diverse parti del mondo, tra cui Nord America, Europa, Cina, India e Australia il mondo ottiene la prima prova che le onde gravitazionali generano un “ronzio di sottofondo” che si propaga nell’universo. Ad agosto, il Centro europeo per le previsioni meteo di medio termine (Ecmwf) rende noto che sta sperimentando i modelli di machine learning di Intelligenza Artificiale per le previsioni meteorologiche e superare i tradizionali sistemi basati sulla fisica. E i primi risultati sono incoraggianti: i sistemi di intelligenza artificiale possono compiere gli stessi calcoli con più parametri e in un tempo ridotto, facendo risparmiare potere computazionale e ampliando a dismisura il numero di scenari che si possono esplorare.

A ottobre, mentre erano alla ricerca di combustibili fossili nel nord-est della Francia, due scienziati, Jacques Pironon e Phillipe De Donato, entrambi direttori di ricerca del laboratorio GeoRessources del Centro nazionale di ricerca scientifica francese (CNRS), si sono infatti imbattuti in quello che sembra essere il più grande giacimento di idrogeno bianco del pianeta. L’idrogeno bianco, chiamato anche idrogeno “nativo” o “naturale” perché si forma naturalmente nel sottosuolo, sta suscitando sempre più interesse nel contesto della transizione energetica perché potrebbe essere usato per produrre elettricità, alimentare le auto a celle di combustibile, ottenere carburanti sintetici, fertilizzanti e altri prodotti chimici, essendo una fonte di energia pulita e rinnovabile che non produce emissioni di carbonio.

A ottobre, Science rivela un’altra scoperta sulle origini dell’umanità: uno studio delle impronte umane fossilizzate trovate nel Parco nazionale di White Sands, in New Mexico, indica che gli esseri umani abitavano nel continente americano prima del picco dell’ultima glaciazione, più di 20.000 anni fa. Ma la scoperta che vince il podio “Scoperta dell’anno2023” secondo Science è il farmaco contro il diabete che si scopre essere efficace contro l’epidemia di obesità. In conclusione, il 2023 si afferma come un anno di progressi scientifici significativi, con tante scoperte che promettono di ridefinire la nostra comprensione di malattie complesse e di portare a innovazioni che miglioreranno la salute globale.

Lella Simone