Mondo

New York Times e Cnn: Israele ha usato le mega bombe Usa a sud di Gaza, nelle aree indicate come sicure per i palestinesi

Israele ha bombardato aree in cui aveva spinto i civili di Gaza a fuggire dopo l’inizio dell’operazione di terra nella Striscia di Gaza, usando munizioni altamente distruttive che moltiplicano i rischi di vittime civili collaterali. Lo dimostra un’inchiesta visiva del New York Times, pubblicata venerdì, basata sull’analisi di immagini satellitari con strumenti di intelligenza artificiale. A conclusioni analoghe arriva anche la Cnn, sulla base delle stesse analisi di IA.

L’indagine si concentra sulle attività militari di ottobre e novembre, e identifica l’uso da parte dell’aviazione di Tel Aviv di bombe MK-84 da 900 chili di peso (2.000 libbre), le più distruttive degli arsenali militari occidentali. Bombe che, secondo gli esperti militari Usa consultati dal Times, non vengono quasi mai sganciate dalle forze statunitensi in aree densamente popolate, proprio per i rischi che rappresentano per la popolazione civile. Già a inizio novembre il principale quotidiano statunitense aveva già verificato l’uso di bombe pesanti sul campo profughi di Jabaliya.

I giornalisti del quotidiano americano hanno scansionato migliaia di immagini satellitari della zona sud di Gaza, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, e le hanno successivamente confrontate con le foto e i video delle devastazioni postati sui social dai reporter o dai cittadini della Striscia nelle ultime settimane. Sono andati a caccia dei crateri dal diametro superiore ai 12 metri, o 40 piedi (compatibile con l’esplosione di bombe di alto tonnellaggio) e hanno identificato almeno 208 casi che provano l’uso delle MK-84.

È probabile che i casi siano molti di più, specifica il Times, perché i satelliti non hanno catturato tutti i bombardamenti e non sempre le bombe da 2000 libbre provocano crateri di quelle dimensioni.

Il network Usa Cnn cita analisi della società di intelligenza artificiale Synthetaic e sostiene che i crateri più grandi di 12 metri di diametro siano 500 . Secondo i dati del Pentagono, da ottobre gli Stati Uniti hanno inviato a Israele oltre 5.000 bombe MK-84.

L’inchiesta dimostra comunque che centinaia di questi proiettili da 900 chili sono state sganciate a sud del fiume Wadi Gaza, ovvero nel segmento a sud della Striscia dove Israele aveva ordinato ai civili di spostarsi per tenersi al riparo dalle operazioni contro Hamas. Alcune di queste bombe altamente distruttive sono piovute anche su Khan Yunis, la città più grande a sud.

Le forze armate israeliane e lo stesso premier Benjamin Netanyahu hanno sempre sostenuto che le Tel Aviv “sta prendendo tutte le precauzioni possibili per mitigare i danni ai civili”. Ma rispondendo alle domande del Times, un portavoce dell’Idf ha detto che la priorità di Israele al momento è distruggere Hamas e che “questioni di questo tipo saranno esaminate in una fase successiva”.

Le precauzioni per limitare i danni civili non sembrano sufficienti agli osservatori occidentali, e soprattutto statunitensi. Anche per questo Washington sta fornendo a Israele bombe più piccole e meno rischiose per i civili, le GBU-39 da 250 libbre (113 chili), che considera più adatte all’uso in ambienti ambienti urbani e densamente popolati come Gaza.

“L’unica conclusione logica è che l’operazione militare israeliana a Gaza mira a deportare in massa la maggioranza della popolazione civile”, ha commentato Gaviria Betancur, relatrice speciale delle Nazoni Unite sui diritti umani degli sfollati interni: “Israele ha rinnegato le promesse di sicurezza fatte a coloro che hanno rispettato l’ordine di evacuare il nord di Gaza due mesi fa. Ora sono stati nuovamente sfollati con la forza, insieme alla popolazione del sud di Gaza”.

Il tenente colonnello Avichay Adraee, portavoce dell’Idf in arabo, ha confermato che la Salah ad-Din Road, la principale strada che collega il nord al sud di Gaza, resta “zona di combattimento”, nelle aree a nordest di Khan Yunis. Sempre venerdì, il Washington Post ha pubblicato altre foto satellitari che mostrano le condizioni sanitarie critiche in cui si ritrovano gli sfollati gazawui ammassati nel sud della Striscia in tende di fortuna, mentre l’Idf sta portando avanti da settimane operazioni militari nelle aree urbane del sud di Gaza.