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Terremoto nel nordovest della Cina: 126 morti e 700 feriti. Freddo e blackout rallentano i soccorsi

Sono 126 le persone rimaste uccise nel terremoto di magnitudo 6.2 che ha colpito il nordovest della Cina lunedì 18 dicembre. Oltre 700 i feriti. Secondo le notizie dell’agenzia ufficiale cinese Xinhua, si contano 105 morti e 199 feriti solo nella provincia di Gansu e altre 15 vittime nella vicina provincia di Qinghai. Secondo il China Earthquake Networks Center, il terremoto è avvenuto alle 23.59, ora locale, con epicentro localizzato a 5 chilometri dal confine tra il Gansu e la provincia vicina del Qinghai, dove si sono avvertite anche almeno altre 32 forti scosse di assestamento. Soccorritori e superstiti fanno i conti con temperature gelide e interruzioni della fornitura di acqua ed elettricità. La Xinhua parla di 6.381 case danneggiate solo a Jishishan (Gansu). Stanziati 200 milioni di yuan (circa 25 milioni di euro) per le province colpite. Il sisma ha causato danni significativi, abbattendo case e spingendo le persone a correre in strada alla ricerca di luoghi sicuri. Mentre le forniture di energia elettrica e di acqua sono state interrotte a causa dei danni alle reti, soprattutto in alcuni villaggi più remoti.

Le temperature sono scese ben al di sotto dello zero nel nord della Cina, a causa di un’ondata di maltempo eccezionale: le immagini trasmesse dal network statale di una delle aree dal terremoto più colpite hanno mostrato i residenti che si scaldavano accanto a un fuoco mentre i servizi di emergenza montavano le tende e altre strutture di assistenza d’urgenza. Gli sfollati hanno passato la notte in tenda e sono in attesa di ricevere coperte e vestiti pesanti per resistere all’aperto al freddo invernale, che nella notte ha oscillato tra i -15 e i -9 gradi. Le scosse sono state avvertite fino a 1.000 chilometri di distanza nella provincia centrale dell’Henan, dove i media locali hanno condiviso video di mobili in forte oscillazione nelle case. Secondo analisi preliminari, il terremoto è uno dei tre di magnitudo 6 che hanno colpito l’area dal 1900 entro i 200 chilometri dall’ultimo l’epicentro, ha riferito il network statale Cctv. Alle 10 del mattino, circa 10 ore dopo il terremoto iniziale, si sono verificate nove scosse di assestamento, la più forte delle quali ha registrato una magnitudo di 4.1. Non vengono invece segnalate vittime dai media ufficiali cinesi dopo la replica di magnitudo 5.5 che alle 9.46 di martedì (ora di Pechino; le 2:46 in Italia) ha colpito la regione di Xinjiang, sempre nel nordovest del gigante asiatico.

Il cordoglio è arrivato da Taiwan, da anni al centro di una disputa per la sovranità con Pechino che coinvolge anche l’Occidente. L’isola si è offerta di fornire assistenza al gigante asiatico. “Le mie più sentite condoglianze a tutti coloro che hanno perso i propri cari nel terremoto nel nordovest della Cina – si legge in un messaggio su X della presidente Tsai Ing-wen – Preghiamo affinché tutte le persone colpite ricevano l’assistenza di cui hanno bisogno e speriamo in una ripresa rapida. Taiwan è pronta a offrire assistenza nella risposta al disastro”. Anche il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di condoglianze al suo omologo cinese Xi Jinping. “I russi condividono il dolore di coloro che hanno perso i loro cari nel disastro e sperano nella pronta guarigione di tutti coloro che sono rimasti feriti”, si legge nel messaggio, reso noto dal servizio stampa del Cremlino e ripreso dall’agenzia Interfax.