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Schlein a La7: “Inaccettabile punizione israeliana contro i palestinesi”. Su Draghi capo della Commissione Ue: “Scegliamo noi il candidato”

Noi stiamo coi due popoli e due Stati. Israele ha il diritto di stare in sicurezza, ma il problema è che Israele esiste già. Quello che è sempre mancato è il riconoscimento pieno per i palestinesi di uno Stato dove possano vivere in pace e in sicurezza. Chiediamo un cessate il fuoco umanitario che serve a liberare gli ostaggi di Hamas, a proteggere tutti i civili e a far riprendere questo percorso di pace verso i due popoli e i due Stati”. Sono le parole pronunciate a Dimartedì (La7) dalla segretaria del Pd Elly Schlein in un confronto con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, che contesta la mancanza di bandiere israeliane alla manifestazione indetta ad Assisi domenica scorsa per la pace.

Schlein replica: “Veramente era piena di bandiere della pace, perché era una manifestazione per la pace. Abbiamo sempre detto che Hamas non è il popolo palestinese e non possiamo accettare di vedere una punizione collettiva sul popolo palestinese. Questo non aiuta certamente a isolare e a combattere Hamas. Dobbiamo invece trovare, sia sul lato palestinese, sia sul lato israeliano, gli interlocutori per costruire la pace”.
E sottolinea: “L’interlocutore non può essere Hamas, che è un’organizzazione terroristica, né il governo di Netanyahu e dell’estrema destra che non riconosce la causa palestinese e che arma i coloni in Cisgiordania che stanno commettendo violenze inaccettabili contro i palestinesi”.

Scetticismo di Schlein invece sulla proposta di Emmanuel Macron di avere Mario Draghi alla presidenza della Commissione Europea: “Il Pd fa parte della famiglia dei socialisti europei, quindi sceglieremo insieme quale è il nostro candidato alla guida della Commissione Europea. Non mi sembra che Draghi appartenga alla famiglia socialista europea. In questa partita credo fortemente che serva un nostro candidato. L’ultima volta – chiosa – questo fatto è stato tradito, perché Ursula von der Leyen (sempre spinta da Macron, ndr) non era la candidata dei popolari. Se vogliamo un’unione più democratica ed efficace e soprattutto vogliamo che il voto dei cittadini conti, dobbiamo portare avanti i nostri candidati e sostenere quelli”.