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Caccia F-16, inaugurato in Romania il centro per l’addestramento dei piloti ucraini e della Nato: durerà sei mesi e inizierà nel 2024

L’infrastruttura è pronta, l’addestramento può cominciare. Con circa sei mesi di training, secondo le previsioni, i piloti ucraini saranno in grado di volare sui famigerati caccia F-16 forniti all’aviazione di Kiev da Olanda, Danimarca e Norvegia: un asset fondamentale per il successo della controffensiva contro le truppe russe, come ripetuto più volte dal presidente Volodymyr Zelensky. La formazione inizierà a partire dal prossimo anno in Romania, nel nuovo Centro europeo di addestramento, inaugurato lo scorso 13 novembre dal ministro della Difesa Angel Tîlvăr insieme al suo omologo olandese Kaisa Ollongren.

Il Centro si trova all’interno della base aerea di Fetești, su un ramo del Danubio nel sud-est del paese, vicino alla centrale nucleare di Cernavodă. La sua realizzazione è frutto della collaborazione tra l’Aeronautica militare rumena, il ministero della Difesa olandese e la Lockheed Martin, il colosso statunitense che produce i caccia, con il supporto della Danimarca. Nella struttura, oltre agli ucraini, verranno addestrati anche i piloti provenienti da altri partner e paesi Nato, compresa la Romania. L’obiettivo è infatti quello di incrementare l’interoperabilità tra gli alleati, spiega il ministero della Difesa rumeno: “Il Centro rafforza le nostre partnership internazionali per contrastare le minacce nella regione”, ha detto Tîlvăr.

I jet per la formazione dei piloti saranno forniti dalla Royal Netherlands Air Force, mentre la Lockheed Martin invierà istruttori ed effettuerà la manutenzione. I primi cinque F-16 sono già atterrati a Fetești la scorsa settimana, su un totale di 12-18 mezzi che i Paesi Bassi hanno in programma di consegnare. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre arrivare in Romania 32 caccia donati dalla Norvegia. Non si tratta, peraltro, del primo percorso di addestramento per piloti ucraini: il colonnello olandese Olivier Bok ha ricordato come in passato ci siano già stati tentativi analoghi in Danimarca e negli Usa, ma la Romania è “più vicina a casa e più o meno la stessa scena”, ha detto. Soddisfatta l’ambasciatrice degli Stati Uniti in Romania, Kathleen Kavalec, che ha descritto il Centro come “un passo in avanti per contrastare l’aggressione russa”.