Tecnologia

OnMetaverse Summit: all’Allianz MiCo di Milano si è parlato dello stato del metaverso

Siamo stati ospiti di Fiera Milano, all’Allianz MiCo, per il secondo appuntamento con l’OnMetaverse Summit che ormai, visto il successo, si può sperare diventi fisso con cadenza annuale.

La domanda è sempre la stessa: “a che punto è il Metaverso?” e, più in generale “a che punto siamo con il Web 3.0?”

Una domanda che fino a un anno fa poteva sembrare quasi banale visto l’assalto globale ai mondi virtuali, ma un anno fa chat GPT praticamente non esisteva e l’interesse smodato nei confronti dell’intelligenza artificiale non era ancora esploso con opinioni, ipotesi e risultati che ormai sono sotto gli occhi di tutti.

Il Metaverso è morto. (?)
Dopo il benvenuto di Gad Hinkis, Head of Content di PatchXR, con la sua performance musicale eseguita suonando strumenti virtuali nel metaverso e di Artur Sychov, Founder e CEO di Somnium Space con la funzionalità “Living Forever”, la modalità che permetterà agli avatar di apprendere tratti e personalità del possessore, replicarli e agire con gli altri in maniera autonoma, permettendo di lasciare un segno tangibile anche dopo la scomparsa dell’individuo, siamo pronti ai panel che ci accompagneranno per tutta la giornata.

Si parte – ovviamente – con Lorenzo Cappannari, CEO e Co-Founder di AnotheReality, nonché ideatore dell’evento in collaborazione con Fiera Milano.

“Siamo lieti di aver riunito per il secondo anno di fila attori importanti di questo cambiamento” dichiara Lorenzo Cappannari, CEO e Co-Founder di AnotheReality. “L’obiettivo di OnMetaverse, infatti, è quello di raccogliere le esperienze di chi sta guidando l’integrazione del mondo virtuale a quello reale, per aiutare tutti noi a navigare le acque sconfinate della realtà immersiva e capirne le piene potenzialità”.

Imprescindibile la chiacchierata proprio con Cappannari sull’interesse delle AI che sembra quasi aver scavalcato completamente quella sul Metaverso, cosa che può sembrare vera solo da fuori. Al di là del fatto che Meta preveda un impatto economico del metaverso sul nostro paese di un range che va dai 28 ai 35 miliardi di euro entro il 2035, non è difficile comprendere come queste 2 realtà possano tranquillamente coesistere e collaborare.

Da chi si occupa prevalentemente di gaming -come chi scrive questo articolo- non si può non pensare subito alle recenti MOD per Skyrim (che ricordiamo, è sostanzialmente un metaverso) che sfruttano l’intelligenza artificiale per formulare da zero nuove conversazioni con i personaggi non giocanti, creando un’esperienza potenzialmente sempre nuova.

Robert Nelson, Managing Director e Head of Metaverse Guid di Sia Partners, e Isabel De Peuter-Rutten, Presidente di Euromersive ampliano questo argomento parlando dei futuri trend che coinvolgeranno la vita quotidiana delle persone, dipanando la nebbia su argomenti che, a volte, sembra riguardare solo le Big Tech, ma che in realtà inseguono anche i non addetti ai lavori, sempre in cerca di soluzioni innovative da integrare nella vita di tutti i giorni.

Metaverso e imprese
Dopo i contributi di Mara Servetto, Architetto e Co-Founder di Migliore+Servetto, Sergio Nava, Direttore dell’Istituto Marangoni, e il Professore Andrea Gaggioli, Ordinario di Psicologia Generale e Direttore del Centro studi e ricerche di Psicologia della comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, moderati da Fabio Mosca, Co-Founder di AnotheReality, che esplorano le potenzialità dei mondi virtuali in campo architettonico per diventare sempre più competitivi nel panorama mondiale.

La nostra chiacchierata proprio con Mara Servetto ci ha aiutato a capire come tramite realtà virtuale e realtà aumentata sia facile collaborare, anche a distanza, in tempo reale, su progetti e modelli visibili e realistici, ma c’è molto di più di una sorta di documento 3d in cloud condiviso, basti pensare a tutti gli aspiranti architetti e designer pieni di idee, ma magari poco talentuosi nel disegno tecnico, che grazie alle nuove tecnologia potranno mettere comunque in campo le loro idee.

Da qui in poi si sono susseguiti diversi panels di particolare interesse per le aziende, con il web3 che si inserisce in tutti gli ambiti lavorativi della vita aziendale, dall’HR, alla formazione, al contatto col cliente.

Heitor Bravi, Sales Director di PICO, e Roger Vidal, Business Developer e B2B XR Specialisti di INVELON, hanno illustrato come le tecnologie immersive possono essere utilizzate dalle imprese per la formazione dei lavoratori, le attività di team building e lo sviluppo di nuove competenze.

Suzanne Borders, CEO e Co-Founder di BadVR, ha spiegato come le tecnologie immersive possono migliorare la comprensione dei dati, grazie alla visualizzazione tridimensionale che consente di prendere delle decisioni più velocemente.

Luca Margari, Head of Talent & Operations di StudioWoow, Gianluca Salviotti, PhD e Professore Associato di Practice, Information Systems & Digital Transformation della SDA Bocconi, Luca Fallica, Head Program Management & Digital Innovation, Transformation Director di Randstad, e Gianfranco Leone, Co-Founder e CMO di WEBIUM3, hanno sottolineato come le realtà virtuali possono essere utilizzate per creare nuove forme di customer engagement, sia per promuovere prodotti e servizi che per fornire esperienze immersive ai clienti.

Andando verso la chiusura dell’evento si passa al gaming con Kent Byers, Chief Product Officier di Directive Games, e Matteo Favarelli, COO e Co-Founder di AnotheReality, che hanno analizzato le tendenze future del gaming, tra Web3 e strumenti quali NFT.

Sommando PC, console e smartphone, il numero di videogiocatori ha ormai superato i 3 miliardi, con un giro d’affari nel 2023 di 230 miliardi di dollari, decisamente numeri da tenere in considerazione. Gamers e metaverso ormai hanno rapporti stretti da decenni, ma quali altre tecnologie ci sono ancora da implementare per un’esperienza più immersiva, oltre al VR? Abbiamo già provato nella scorsa edizione dell’evento l’interessante creazione dei ragazzi di WEART, le soluzioni aptiche che consentono di sperimentare le sensazioni tattili associate ai contenuti digitali, ma anche i progressi con l’intelligenza artificiale, come accennato brevemente qualche paragrafo fa facendo l’esempio di Skyrim, è potenzialmente più che interessante.

Per la seconda volta l’OnMetaverse Summit ha aiutato a comprendere più profondamente le nuove tecnologie toccando più campi e punti possibili: gaming, aziende, architettura, socialità ed etica, dimostrando nuovamente che il futuro non è solo l’intelligenza artificiale.