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Barbara Alberti: “Il sesso a 80 anni? Ridicolo, lasciateci in pace. Le corna mi fanno diventare matta”

La scrittrice racconta così al Corriere della Sera la storia d'amore durata sessant'anni con Amedeo Pagani

Barbara Alberti apre il suo cuore e racconta al Corriere della Sera la storia d’amore durata sessant’anni con Amedeo Pagani, che definisce “una enorme fortuna”. La loro relazione, non priva di difficoltà, ha resistito anche a un periodo di separazione di una decina d’anni. Alberti sottolinea che, al di là dell’amore romantico, ci sono elementi più significativi che hanno mantenuto saldo il legame: “Resistono altre cose più grandi dell’amore, come il piacere di stare insieme”.

La scrittrice rivela candidamente di aver tradito suo marito durante uno dei loro periodi di pausa: “Ci siamo lasciati perché io l’ho tradito. Si dice il peccato ma non il peccatore. Si è trattato di tanto tempo fa, con un mio ex. È andata che una sera lui mi dice che va a giocare a carte a casa di Lina Wertmüller, ma io chiamo Lina e di lui manco l’ombra. L’ho messo gentilmente alla porta. Le corna mi fanno diventare matta“.

Quando si tratta dell’amore tra persone dello stesso sesso, Alberti confessa di non essersi mai innamorata di una donna, sebbene avrebbe desiderato farlo: “Il fatto è che l’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia“, afferma confidando poi un episodio della sua giovinezza in cui si innamorò di un uomo gay, ma mantiene il riserbo sulla sua identità.

Alberti riflette anche sul concetto di amore in età più matura, sottolineando che cambia naturalmente nel corso del tempo: “Si sta insieme perché si scopre che insieme si sta bene. È presenza fisica, è condivisione di programmi, è cose da fare, è disincanto”. La scrittrice conclude la sua intervista con una critica nei confronti di coloro che sostengono di fare sesso anche dopo gli 80 anni: “Ridicolo. Ma che senso ha spingere affinché si faccia sesso da vecchi? Lo fanno solo perché hanno capito che noi vecchi abbiamo i mezzi per consumare e allora incentivano l’eros. Lasciateci in pace”.