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Capossela a La7: “Se si intacca il diritto di sciopero, bisogna stare attenti. Questo governo punta su paura e circonvenzione di incapace”

“Lo scontro tra Salvini e i sindacati sullo sciopero del 17 novembre? Non sono avvezzo a questo genere di dibattito, però penso che i corpi intermedi dell’azione collettiva, come i partiti e i sindacati, siano molto importanti. Il diritto di sciopero è sempre il primo che viene attaccato nei paesi autoritari. E quando si intacca quello, bisogna stare attenti”. Così a Otto e mezzo (La7) il cantautore Vinicio Capossela si pronuncia sugli attacchi del leader della Lega allo sciopero generale proclamato dalla Cgil e dalla Uil per il 17 novembre.

E alla conduttrice Lilli Gruber che gli chiede dove ci porteranno queste politiche di destra, risponde: “Penso che questo governo, come altri in Europa, nasca dalla paura e non dalla speranza e che continui a lavorare sulla paura senza elaborare niente in funzione della speranza – continua – soprattutto riguardo al futuro. È un tipo di governo che non ha nessuna attenzione per le generazioni future, esprimendo anche nella sua base elettorale posizioni che privilegiano le generazioni precedenti”.

Capossela aggiunge:”Lo slogan di Meloni sulla famiglia? Prima Scanzi diceva che le riforme di questo governo sul lavoro ci portano indietro di molti anni nel rapporto tra padrone e subordinato. Questo vale anche in altri campi: la società di oggi è completamente diversa e i valori sono tutti da aggiornare – spiega – Mi meraviglio davvero che in mezza Europa si votino volontariamente forze politiche che si prefiggono proprio di diminuire i diritti civili. Questo è incomprensibile. Lo giustifico soltanto con un intenso lavoro sulla paura“.

Il cantautore commenta anche il video pubblicato giorni fa da Giorgia Meloni, che, rivolgendosi direttamente ai suoi follower, chiede a proposito della riforma sul premierato: “Ma voi cosa volete? Volete decidere voi o far decidere i partiti?”.

“Oltre che sulla paura – osserva Capossela – l’attecchimento di questo genere di politica punta sulla semplificazione e sulla circonvenzione di incapace. Intanto c’è questo trucco di parlare direttamente a un cittadino come se fosse un tuo amico. Ma poi quella di Meloni è una domanda assolutamente ingannevole. C’è anche questa demonizzazione dei partiti che non va bene, perché sono la nostra possibilità di esprimere qualcosa com collettività”.

E chiosa: “Anche se i partiti si sono svuotati e ridotti a spettacolo, perché la cosa pubblica e la politica ormai sono spettacolo e tifoseria e non più partecipazione, restano i corpi intermedi. Io comunque in quel video della Meloni ci vedo un trucco e un trabocchetto. E le persone dovrebbero riuscire a leggere cosa ci sia dietro a quella domanda”.