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Volo da incubo per Natalia Paragoni: “Ci hanno trattato malissimo. Ryanair? Cafoni, maleducati”. Ecco cos’è successo

E non è andata meglio con il viaggio di ritorno: ecco il suo racconto

Non ne è andata dritta una all’ex corteggiatrice di Uomini e Donne, Natalia Paragoni, nel suo ultimo viaggio in Spagna. La destinazione finale era Madrid ma, prima di arrivarci, la neo-madre ha dovuto affrontare delle complicazioni che le hanno rovinato non poco la giornata. L’influencer si è lamentata sui social per il trattamento ‘cafone e maleducato’ riserbato dalla compagnia aerea, che le ha fatto pagare il costo di una valigia extra per aver sforato (a suo dire) di “soli” tre chili il peso massimo del bagaglio a mano. Non solo: la modella è stata inoltre costretta a cambiare posto a sedere, trasferendosi in un punto stretto e scomodo per lei e la piccola Ginevra.

“Per tutte le mamme e tutti i papà vi voglio raccontare la mia brutta esperienza di oggi – ha spiegato la 25enne nelle sue Instagram stories -. Da quando è nata Ginevra è l’ottavo volo che prendiamo quindi un po’ di esperienza la teniamo. Prima di Madrid abbiamo sempre preso i biglietti ITA Airways e ci siamo sempre trovati benissimo. Per andare a Madrid abbiamo preso invece Ryanair. Io ho pagato il bagaglio in stiva da venti chili ma quando siamo arrivati in aeroporto, avendo sforato di tre chili, ci hanno fatto pagare di più. Ma volete sapere? Mi hanno fatto pagare uguale al bagaglio di venti chili. A questo punto facevo prima a prendere due bagagli da venti chili”.

“Quando sono arrivata sull’aereo – continua – Ginevra era nel marsupio e avevamo i posti centrali e quelli più larghi. Ma per nuova normativa ‘non si può stare con i bambini in quella zona’. Ok, quindi ho pensato ‘mi sposteranno in un posto largo perché ho pagato per quello’. Ma nulla. Posto normale, bella stretta. Io non riuscivo neanche a prendere le cose dallo zaino. Avevo Ginevra nel marsupio ma l’hostess mi ha anche detto che la bambina doveva uscire dal marsupio e stare nella giusta posizione. Ginevra giustamente ha sclerato perché stava dormendo, ci mancherebbe”.

“Il ritorno è stato peggio – ha detto Natalia Paragoni -. Avevo mia cognata al mio fianco, per fortuna perché viaggiare da soli con Ryanair non è possibile. Al ritorno Ginevra giustamente voleva il latte. Io me ne porto sempre una bottiglietta sull’aereo però non posso usare lo scaldabiberon portatile. E quindi ho chiamato l’hostess chiedendo il suo aiuto ma lei dopo quindici minuti non tornava. Alla fine, come è arrivato il latte? Freddo. Mi hanno detto che non erano attrezzati per riscaldare il latte ai bambini. Io ho pagato un biglietto per un neonato e voi non avete qualcosa per riscaldare il latte? Per come ci hanno trattato è stata brutta la cosa. Ryanair? Cafoni, maleducati“.