Cronaca

Genova, cittadini in assemblea contro il nuovo skymetro: “Passerà sulle nostre case, lo facciano di fronte all’abitazione di Bucci”

È aperta contestazione, a Genova, tra gli abitanti della bassa Val Bisagno e l’amministrazione che, incurante dei precedenti percorsi di partecipazione pubblica che avevano portato a chiedere una linea di tram per servire una zona scarsamente raggiungibile dai mezzi pubblici, ha scelto di edificare un viadotto di sette chilometri per prolungare la metropolitana. Se le zone più interne della Valle potranno godere di un miglioramento dei collegamenti con il centro cittadino, i primi chilometri del tracciato passano prima sopra il torrente Bisagno, poi a sfioro sullo storico Borgo Incrociati e di fronte ai condomini di via Moresco, dove gli abitanti dei secondi e terzi piani avranno la vista completamente oscurata dalla struttura sulla quale è previsto il passaggio di due treni ogni cinque minuti. Non è ancora chiaro quali saranno gli indennizzi per chi vedrà crollare il valore dei propri appartamenti, rimborsi rispetto ai quali il Comune ha promesso un dialogo con la Regione. Quel che è certo è che non c’è alcuna intenzione di rivedere l’opera.
In questo clima di accesa contestazione, con i palazzi della Bassa Val Bisagno ricoperti di striscioni “Sì tram – no Skymetro”, si è svolta un’assemblea pubblica sul controverso progetto. Presente a presentare il progetto l’assessore Matteo Campora e il responsabile del progetto Emanuele Scarlatti. Visto l’alto numero dei partecipanti una parte, tenuta fuori, ha dato vita a un presidio con cori e inviti a “cambiare progetto”, e inviti goliardici a costruire uno skymetro “sotto casa di Bucci”.
Diversamente da quanto preventivato, i piloni della struttura non saranno edificati dentro l’alveo del torrente, ma nella zona allegabile circostante, “a più di 10 metri dalle abitazioni”, come garantisce l’assessore (nonostante la strada in alcuni tratti non abbia questa larghezza, che è il minimo previsto della legge per evitare costosi espropri). Il finanziamento dell’opera risale al 2022 ed è stato accordato al comune di Genova dal ministro Giovannini.