Cronaca

“Quel mega traliccio sui tetti di Milano è abusivo”: la pensionata stacca la spina e scatena una guerra

In viale Fulvio Testi c'è un'antenna che diffonde Radio Mater e Rtl senza titoli edilizi e autorizzazioni, sforando i limiti di volo Enac e in assenza di protezioni. Scatta l’ordine di demolizione, ma anche denunce e ricorsi. Perfino furti di corrente (e inquilini costretti a vegliare per impedirli)

La radio che “ti porta la Chiesa in casa” le portava solo dannazione. Rumori molesti, timori per la salute e notti insonni. Finché una pensionata di 68 anni stacca la spina al traliccio che a Milano trasmette il segnale di Radio Mater, 30 anni di apostolato radiofonico, e di Rtl 102.5, la radio più ascoltata d’Italia. Mai avrebbe immaginato quale guerra avrebbe scatenato tra proprietà dell’impianto e inquilini, tra reciproche denunce, ordinanze di demolizione al palo dei ricorsi e anziani che vegliano per impedire furti di corrente. Benvenuti alla palazzina A del Supercondominio “Le Plejadi”, set ideale per un legal-thriller dal titolo: “Antenna selvaggia, il ritorno”.

L’oggetto della discordia è un traliccio alto 22 metri (due pullman in fila) che sormonta il tetto di uno stabile alto 45 al 176 di viale Fulvio Testi, strada radiale che da Milano porta a Monza. Impossibile non vederlo. L’antenna è gestita da RF COM, a cui il 3 aprile 2020 è stata venduta da EIT Radio, controllata da Ei Towers, a sua volta controllata da 2iTowers Holding S.r.l., che è partecipata per il 40% da Mediaset. Fino allo scorso agosto diffondeva il segnale di Radio Number One e Radio Freccia del Gruppo RTL. Finché la signora Maria Riccio del 12° piano si mette di traverso.

Colpa d’un ronzio che proviene dai locali della soffitta che RFCom ha comprato da EIT Radio. Le fa tremare i pavimenti, la fa pensare al meningioma del 2013: “Sarà stato mica il traliccio?”. Sale al 12° piano e scopre che i macchinari che lo alimentano sono raddoppiati. Il condominio incarica un legale di acquisire la documentazione dell’impianto. L’avvocato Vittorio Corasaniti bussa agli enti preposti. Chiede al Mise piani e progetti ma le radio si oppongono all’accesso agli atti: segreto industriale. A febbraio 2022 conclude la sua istruttoria: “Il traliccio è senza permessi edilizi, e non ha idonee autorizzazioni a trasmettere”. Così 36 famiglie scoprono di avere sulla testa un monumento all’abusivismo che da 40 anni domina i tetti di Milano e sfida i limiti di sicurezza aerea, della salute pubblica e dell’umana pazienza. Essendo abusivo, non è neppure assicurato, e tuttavia costituisce un pericolo: “E’ aggrappato a un parapetto ormai sfondato inidoneo a sostenerlo, non ha segnaletica luminosa (richiesta da Enac ancora nel 2014) benché sfori il piano di volo”. Un parafulmine in radio ne complica la messa in sicurezza.

Il 6 aprile 2022 il condominio risolve il contratto di locazione del tetto per “inadempimento grave del conduttore”, violazione delle norme di sicurezza, mancanza di certificazione dei parametri di esposizione massima fissati dalla legge. Il 19 maggio 2022 il Comune di Cinisello Balsamo emette ordine di demolizione. I titolari però si rivolgono al Tar e ottengono la sospensiva. Il Comune tergiversa, gli uffici si rimpallano la questione. “Purtroppo siamo parte di una vertenza tra privati”, dirà all’ultima udienza al Tar (3 ottobre 2023) l’avvocato che lo rappresenta, stringendosi nelle spalle quando il giudice gli chiede se è d’accordo con l’ennesimo rinvio richiesto da RF COM. “Ma come – ribattono i condomini – i suoi uffici tecnici dovrebbero intervenire fino alla nuova ordinanza sindacale di demolizione, ma son gli stessi che hanno cestinato le richieste di attivare l’Arpa per monitorare i livelli di emissioni”. “Ho provato sulla mia pelle l’inerzia delle istituzioni”, racconterà Maria. Eppure agli atti del Comune ci sono evidenze di sforamento delle emissioni. Nel 2001 a trasmettere erano Radio Maria e Radio Padania, Arpa registrò dati “incompatibili con la tutela della salute”, raccomandando lo spegnimento. Tre anni dopo erano nella norma, l’impianto era salvo.

Fino al 17 aprile 2023, quando i vigili del fuoco fanno un sopralluogo e scoprono cavi della 380 nel vano ascensore. Scatta la diffida, escono polizia e carabinieri che intimano l’interruzione di corrente. Agli inquilini tocca andare a piedi per le scale, su sù fino al 12esimo piano. Denunciano l’amministratore di RF Com, l’ex vicesindaco di Albosaggia (SO) Stefano Piasini. “Ruba energia elettrica al condominio per alimentare il suo traliccio abusivo”, dicono. La società lamenta invece il “sabotaggio” della linea, presenta querela contro ignoti e chiede all’amministrazione di ripristinare la corrente. E’ tutto spento a “Le Plejadi”, ma nessuno dorme. “Un signore di RF Com – racconta la Riccio – faceva la posta ai locali per riaprirli e ridare corrente. Io e mio marito ci siamo ritrovati a dormire davanti al pianerottolo per impedirlo”. Non sarà l’unica volta. E le radio, come si pongono? Il Condominio mostra le pec di Rtl e Radio Mater: anziché dolersi dei disagi, intimano “con estrema urgenza” “l’immediato accesso ai locali” per riattivare corrente e impianto.

L’ombra sinistra del traliccio arriva fino a Monza, al cui tribunale si sono rivolti sia i condomini che RFCom. La società per riprenderselo, loro per la sua rimozione “con procedura d’urgenza”. Il 13 ottobre il giudice Caterina Panzarino emette due ordinanze cautelari in rapporto tra loro paradossale: da una parte nomina un perito per stabilire la pericolosità dell’impianto sul tetto (non progettato per questo); dall’altra, permette a RF COM di fare la manutenzione ordinaria al manufatto, nonostante sia abusivo, il pericolo per la sicurezza sul lavoro e il furto di corrente accertato. Oltre al danno, la beffa: l’ordinanza condanna a pagare le spese legali i condomini, che preannunciano reclamo dinanzi al Collegio. Insomma, il traliccio è abusivo, il segnale pure, l’epilogo è tutto da scrivere.

Anche perché il titolare di RFCom promette ancora battaglia. “Il Tar ha dato sospensiva dicendo che impianto è lì dall’82, opera urbanizzazione primario in qualità di impianto per telecomunicazioni e che elargisce radio che esplicano servizio pubblico”, dice Stefano Piasini.
“La giudice del tribunale di Monza li ha condannati a pagarci spese legali e ha ordinato che ci facciano accedere all’impianto perché hanno pure cambiato le chiavi”. La sua versione è che l’impianto “è stato sabotato” tanto che ci sono le denunce sue e delle emittenti “un abuso bello e buono”. Sul furto di corrente nega di aver avuto un ruolo perché “se gli impianti funzionavano ancora era grazie alle batterie tampone che ho prontamente intercambiato per un certo periodo”. E che dice al condominio? “Al condominio ho sempre dato tutta la documentazione che prevede il contatto inoltre non ho mai sospeso il pagamento del canone d’affitto che ammonta a oltre 8.000 euro anno. Anzi, ho recentemente pagato la rata per tutto il 2023, perché siamo una società seria e attiva da più di 20 anni .