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“Le vittime del colonialismo vanno ricordate”, la proposta Anpi con Pd, M5s e Avs: “‘Italiani brava gente’ narrazione falsa e strumentale”

Una proposta di legge per ricordare le vittime del colonialismo italiano attraverso l’istituzione di una giornata della memoria il 19 febbraio, il giorno in cui, nel 1937, ebbe inizio l’eccidio della popolazione civile di Addis Abeba. A lanciare la proposta, nel corso di un convegno a Montecitorio, i deputati Laura Boldrini del Partito Democratico, Riccardo Ricciardi, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni (Avs).

Il testo propone di dedicare il tragico anniversario a iniziative, incontri e momenti di riflessione, in particolare nelle scuole di ogni grado, sul periodo di occupazione coloniale italiano in Etiopia, Libia, Somalia ed Eritrea. “Gli italiani non sono stati diversi, non sono stati migliori come spesso ci raccontiamo“, ha spiegato l’ex presidente della Camera Boldrini, ricordando “gli omicidi di massa, l’uso dei gas asfissianti, i campi di concentramento”. E ancora: “Mi pare che finora il Paese non abbia fatto i conti con la propria storia. Anzi, è passata una narrazione per cui gli altri paesi erano cattivi, erano gli invasori, i colonizzatori perfidi che portavano via tutto, invece gli italiani portavano scuole, strade, benessere: gli ‘italiani brava gente’. Ecco, questa è una narrazione completamente falsa e strumentale: ci sono storici come Angelo Del Boca che hanno documentato gli eccidi, le stragi e riteniamo che questa memoria non possa essere occultata”.

Chiaro che i numeri in Parlamento non ci siano per far passare la proposta di legge – già sotto accusa dai giornali di destra, ndr – ma l’obiettivo, spiega pure Fratoianni, è “ricostruire un dibattito pubblico su una pagina terribile della nostra storia, lavorare alla costruzione del senso comune e di una coscienza nazionale. Basta con le banalizzazioni: ho letto che vorremmo condannare i nostri nonni. Ma qui il punto è condannare quegli atti e quei crimini”.

Boldrini ha ricordato come altri Paesi europei, al contrario dell’Italia, abbiano “chiesto scusa, fatto i conti con il proprio passato, come la Germania, il Belgio, mentre nel Regno Unito questo è un tema ancora dibattuto, ma viene affrontato con serietà, non con gli slogan, non etichettando come ‘anti-italiani’ “.

E non sono mancati gli attacchi rivolti alla maggioranza e al governo: “Meloni evoca sempre Mattei, ma si dimentica che era un antifascista e anticolonialista”. E ancora: “Credo che questa maggioranza non abbia fatto i conti con le proprie origini”. E non a caso ha ricordato come nel comune di Affile, in provincia di Roma, ci sia ancora un sacrario dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, principale protagonista della strage di Addis Abeba, delle violazioni dei diritti umani in Etiopia ed ex ministro della Difesa durante la Repubblica di Salò. “Nel 2012 chi va a inaugurarlo? L’allora assessore regionale Francesco Lollobrigida, il cognato di Giorgia Meloni, attuale ministro dell’Agricoltura. Lo dico e lo ricordo perché non dobbiamo dimenticare da chi siamo governati in questo momento”.

“Vorrei sottolineare come il generale Graziani fu indagato dalla commissione delle Nazioni Unite nella lista dei criminali di guerra, ma non fu mai processato e fu condannato per collaborazionismo. Nel ’50 ci fu l’amnistia e fu liberato. Nel 1951 lo troviamo presidente onorario di un partito che si chiamava Movimento Sociale Italiano”, ha attaccato pure il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo.

Presente alla conferenza stampa pure la staffetta partigiana 103enne Iole Mancini (Brigata Garibaldi, Gap), che ha rivendicato: “Noi partigiani siamo rimasti pochissimi, ma possiamo ancora testimoniare. Ho però capito che forse a qualcuno non piace questo nostro andare nelle scuole. Lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi pregò di andare: noi partigiani dell’Anpi ce la mettiamo tutta, ma come facciamo se qualcuno ce lo vieta? Fate una propaganda, non possono fermarci, perché siamo rimasti pochissimi, ma ancora ricordiamo tutto”.