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Il campione di scacchi Magnus Carlsen sconfitto per colpa di un orologio: “Ho perso la mia capacità di concentrarmi”

Negli ultimi anni le possibilità di barare nelle partite di scacchi sono aumentate grazie alla possibilità di avere con sé dispositivi collegati ad Internet, che possono illudere l'avversario e la giuria

Anche i migliori perdono. Ha fatto notizia la sconfitta del campione del mondo di scacchi Magnus Carlsen, sorprendentemente battuto dallo sfidante kazako Alisher Suleymenov, scacchista che ha un livello di abilità ed esperienza in “alti palcoscenici” nettamente inferiore rispetto al primo.

Dopo l’incontro, il norvegese Carlsen ha confessato di aver avuto seri problemi a concentrarsi. Il motivo? L’orologio indossato dall’avversario. E’ infatti oggetto di quotidiana polemica l’uso di accessori tecnologici durante gli incontri, che alimentano il timore dei partecipanti al pensiero che i loro concorrenti possano barare. Preoccupazione diventata comune tra i giocatori di altissimo livello, al punto da sfociare in alcuni casi in seria agitazione, che compromette la prestazione, come nel caso del 32enne.

Il campione in carica ha commentato la sconfitta sottolineando però di non volere accusare in alcun modo il proprio avversario: “Ha giocato magnificamente e si meritava di vincere, ma sinceramente, non appena ho visto che indossava un orologio all’inizio del gioco, ho perso la mia capacità di concentrarmi“. Nelle partite di caratura internazionale vige spesso il divieto di indossare accessori – compresi gli orologi -, regola non prevista in Qatar, dove si sono sfidati Carlsen e Suleymenov nell’ambito dei Qatar Masters.

Negli ultimi anni le possibilità di barare nelle partite di scacchi sono aumentate vertiginosamente, soprattutto grazie alla possibilità di avere con sé dispositivi sofisticati collegati ad Internet, che possono illudere l’avversario e la giuria. Questi accessori utilizzano alcuni degli algoritmi più raffinati per vincere i match, metodo ormai incontrastabile anche dai campioni più esperti. Prima degli incontri, infatti, la prassi è quella di sottoporre gli sfidanti a metal detector ed altri controlli prima che cominci la sfida. Capita spesso che siano sono gli stessi concorrenti a chiedere controlli per tutelare la regolarità dello sport, riducendo sensibilmente i rischi di partite truccate.

Dopo la disputa in Qatar, Carlsen ha rimproverato ai coordinatori del Qatar Masters l’assenza di controlli: “Naturalmente mi assumo la responsabilità per la mia incapacità di gestire adeguatamente quei pensieri, ma è anche incredibilmente frustrante vedere che gli organizzatori non prendano sul serio i sistemi per non barare”. L’organizzazione non ha risposto alle critiche, ma per le partite successive ha vietato agli scacchisti di indossare orologi durante le partite, introducendo una differita di 15 minuti tra la trasmissione online e la diretta TV delle partite, in modo da ridurre i rischi che persone dall’esterno entrino in contatto con gli scacchisti, inoltrandogli le mosse da fare.