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Oxfam: “Bombe sui civili durante l’evacuazione da Gaza”. Il racconto dell’operatore che sta seguendo la fuga dei palestinesi

C’è chi ha deciso di restare in città e chi, semplicemente, non ha potuto lasciarla. Ma ci sono anche decine di migliaia di persone che sono fuggite da Gaza, dirette a Sud, per scampare ai bombardamenti dell’esercito israeliano. Omar Ghrieb, Policy Officer di Oxfam, ha intrapreso il lungo cammino insieme agli abitanti di Gaza e ha raccontato, attraverso un audio che pubblichiamo, l’esodo dei palestinesi di sabato 14 ottobre: “Probabilmente questi tre giorni sono stati tra i peggiori della mia vita. Abbiamo passato anni qui, ma quello che è successo ieri è stato veramente orribile. Abbiamo visto coi nostri occhi, abbiamo avuto la possibilità di vedere ciò che succede, quando i bombardamenti ci hanno spinto da Gaza verso il Sud” ha detto. “Le persone sono rimaste 14 ore in un flusso, un mare di persone che camminavano con i loro averi, con i loro oggetti di valore, con in braccio i loro bambini, sostenendo i malati, i disabili, semplicemente continuando a camminare sotto al sole, pregando ogni macchina di passaggio di prenderli con sé. Ma la maggior parte delle macchine erano già stracolme”.

E ancora: “Non sono come e quando abbiamo finalmente raggiunto il Sud, ma le persone continuavano ad arrivare. E ho visto tantissime persone sedute per strada, insieme ai loro figli e alle loro cose, abbandonati lì, senza più speranza, senza un posto dove andare, senza nessuno a cui rivolgersi per avere rifugio. E, come se non bastasse, parlavano di corridoi umanitari sicuri e poi, invece, hanno bombardato due furgoni pieni di persone, che sono morte a decine, non sono sicuro del numero, almeno 40. Ho visto il luogo del bombardamento, e quando siamo andati via il sangue era così fresco da poterne sentire l’odore nell’aria. Non sono cosa ancora ci aspetta – ha concluso – ma vedere il mondo che non solo tace, ma si leva contro di noi, è qualcosa che non potremo mai dimenticare“.