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Il caso delle presunte minacce ai leader AfD: uno in ospedale per un arrossamento, l’altra sotto protezione (ma è in vacanza a Mallorca)

Tino Chrupalla, co-numero uno dal giugno 2022 del partito populista tedesco Alternative für Deutschland (AfD), mercoledì è crollato poco prima di salire sul palco di un comizio a Ingolstadt in Baviera, dove l’8 ottobre si terranno le elezioni per il rinnovo del Landtag. Chrupalla è ricoverato in ospedale e le sue condizioni sono ancora poco chiare, sarebbe in grado di parlare, ma soggetto a forti dolori e nausea. Il partito ha indicato che è stato vittima di un “incidente fisico”, lasciando intendere che ci sarebbe stato l’intervento di un terzo. I candidati della AfD che erano sul posto, secondo quanto riferito dal Bayerischer Rundfunk, hanno parlato esplicitamente di “aggressione”. La polizia invece, confortata anche dagli agenti di scorta, ha negato che Chrupalla sia stato vittima di un attacco, anche se sono state avviate indagini contro ignoti come atto dovuto, la Procura della Repubblica esclude per ora un attentato.

Prima di salire sul palco il 48enne avrebbe posato per diversi selfie. Lungo il tragitto verso il podio avrebbe quindi lamentato pressione e dolori alla parte superiore del braccio dove ci sarebbe stato un arrossamento. Un portavoce del partito ha indicato che in ospedale sarebbe stato individuato il segno di un’iniezione. Fonti mediche, citate dal BR, hanno tuttavia riferito solo di una leggera escoriazione, non necessariamente derivante da una puntura. Sul luogo del comizio, a cui avrebbero partecipato circa 250 persone, non sono stati rinvenuti aghi, ma solo un paio di puntine da disegno probabilmente rimaste da raduni elettorali precedenti. Analisi del sangue e sugli abiti che Chrupalla indossava sono ancora in corso.

L’incidente arriva all’indomani della decisione della co-dirigente della AfD Alice Weidel di rinunciare a un comizio a Mödlareuth – un paese a metà tra Baviera e Turingia che era un tempo diviso tra Brd e Ddr- in occasione delle celebrazioni per la riunificazione tedesca. Weidel ha affermato che minacce alla sua persona l’avrebbero costretta a rinunciarvi, apparendo solo con un messaggio video. Martin Schmidt, corrispondente della Ard da Berlino, ha però poi riferito che sarebbe stata la stessa Weidel dieci giorni prima ad avere allertato la polizia elvetica del cantone Schwyz, dove risiede a Einsiedeln, di un episodio che le avrebbe fatto temere per la sua sicurezza. Il portavoce di Alice Weidel ha riferito che sarebbe stata portata via dalle forze di sicurezza con la famiglia dal suo appartamento in un luogo sicuro. Media tedeschi hanno però acclarato che la politica non è mai stata in una safehouse ed anche dopo il 23 settembre è apparsa al Bundestag e, quantomeno dal 3 ottobre – come ha scoperto il Der Spiegel – è con la compagna ed i figli in vacanza a Mallorca, circostanza poi confermata anche dal suo partito. Il BKA tedesco, che è responsabile per la sicurezza dei deputati, inoltre, non ha invitato in alcun modo Alice Weidel a non partecipare al comizio.

I due episodi potrebbero far pensare che AfD stia cercando di mobilitare i simpatizzanti per tirare la volata del voto di domenica alle regionali in Assia e Baviera, cucendosi un’immagine vittimistica. A metà agosto il candidato AfD di Augusta, Andreas Jurca, aveva in effetti denunciato di essere stato aggredito di notte da due persone e oggi ci sono stati i fermi di due uomini di 19 e 21 anni, ma non è stato ancora acclarato se l’episodio abbia matrice politica. Già nel 2019 la AfD sostenne che il suo esponente Frank Magnitz fosse stato bastonato e preso a calci in testa a Brema, ma il caso fu parzialmente ridimensionato; nessun arnese o tanto meno calci, un uomo gli sarebbe saltato addosso ed egli si ferì cadendo.

Negli ultimi sondaggi INSA la AfD, che per le sue ambivalenze non democratiche è sotto osservazione dei servizi di sicurezza nazionale, è in lizza per il secondo posto con un solo punto di distacco da Verdi e Freie Wähler in Baviera ed è a pari merito con Spd e Verdi in Assia. Un comizio di AfD a Monaco il 2 ottobre con la capogruppo Beatrix von Storch era però stato una débâcle con appena un centinaio di simpatizzanti, contro quasi 2mila oppositori che non le hanno consentito di tenere il suo discorso. Il 4 ottobre nella capitale bavarese invece la polizia ha stimato 35mila partecipanti ad una manifestazione contro la AfD dal motto “Controlliamoci – la Baviera contro la destra!” svoltasi di fronte alla Feldherrnhalle, il luogo che circa cento anni fa, l’8 novembre 1923, fu teatro del fallito putsch di Hitler.