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Marion Le Pen a Lampedusa fa campagna elettorale per le Europee (per l’estrema destra): “Basta politiche migratorie di apertura”

Mentre ancora il governo non si è fatto vedere sull’isola di Lampedusa, a spuntare nelle scorse ore è stata Marion Marechal Le Pen. La politica francese è nipote di Marine Le Pen, ma da tempo ha separato la sua carriera politica dalla zia e ha deciso di sostenere il partito di estrema destra di Éric Zemmour per il quale sarà candidata capolista alle prossime elezioni Europee. Per questo ha deciso di iniziare la sua campagna elettorale proprio dall’Italia e qui ha attaccato l’Europa sulla gestione dei migranti, definendo “Francia e Germania ipocrite” a causa delle loro “politiche migratorie di apertura”.

Per il governo Meloni, gli sbarchi record delle ultime ore sono un banco di prova che mette in grossa difficoltà la propaganda anti-migranti tenuta fino a ora. E che, soprattutto, stanno rivelando fallimentari le trattative diplomatiche fatte con la Tunisia negli scorsi mesi. E nell’imbarazzo delle destre, stanno emergendo i primi distinguo. Ieri è stata la Lega a mostrare segnali di insofferenza. Oggi, sul fronte europeo, è proprio Marion Le Pen, a voler prendere le distanze dalle altre forze politiche a lei vicine e a volersi ritagliare uno spazio ancora più all’estrema destra. “Hanno fatto venire la nave dei clandestini a Tolone, quando Giorgia Meloni cercava di chiudere i porti. Oggi se abbiamo tanta gente che prova ad attraversare il Mediterraneo è perché hanno sentito il segnale francese e tedesco”, ha sostenuto parlando con i giornalisti in italiano (Marion Le Pen è sposata con l’europarlamentare Fdi Vincenzo Sofo). “Dunque oggi l’Italia è la vittima di queste politiche di migrazione. È insopportabile ascoltare i governi dire che è un problema italiano. Una parte dei migranti sarà presto in Francia, quindi è una sfida collettiva”. Secondo Le Pen “vanno finanziati degli hotspot che non siano sulle coste europee, ma in Africa e nei paesi di origine. Perché quando riescono ad arrivare sulle coste europee non ritornano mai nel proprio paese di origine “. E ancora: “Dobbiamo usare Frontex come una agenzia di protezione delle nostre frontiere. Oggi la sinistra al Parlamento europeo e la stessa Ursula von der Leyen considerano Frontex come un’agenzia umanitaria, ma non è possibile continuare così”. Marion Le Pen ha anche evocato la teoria razzista della sostituzione etnica, di cui Eric Zemmour è grande sostenitore in Francia e che in Italia ha rilanciato, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. “Dobbiamo immaginare che se continuiamo così è possibile che domani l’Europa non sarà più l’Europa perché avremo un cambio di cultura, di popolo. E lo vediamo anche in Francia, ci sono anche conseguenze gravi sulla sicurezza. Dunque continuare a dire che abbiamo ancora la possibilità di accogliere queste persone, trovare loro lavoro, non è vero. Non abbiamo più la possibilità”.

Intervistata dal Corriere della sera, Marion Le Pen ha anche risposto alla domanda su come giudica quanto fatto finora sui migranti da Meloni. E in parte ha giustificato la leader Fdi: “Credo che stia facendo tutto il possibile”, ha detto. “Ma l’Italia combatte oggi con armi spuntate. Ecco perché il prossimo anno dobbiamo cercare di cambiare la maggioranza europea”.