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“Non servo persone al cellulare”, dal calzolaio spunta l’insolito cartello: “È segno di grande maleducazione”

Un calzolaio di Treviso ha deciso di non servire clienti che stanno al telefono mentre vengono serviti, e racconta a "Il Gazzettino" l'episodio che lo ha convinto ad agire in questo senso

Un calzolaio si rifiuta di servire clienti che entrano nella sua bottega parlando al cellulare. E lo fa sapere senza possibilità di fraintendimenti con un cartello: “Non servo persone al cellulare“. Succede da Massimo “Billi” Carlesso in via Paris Bordone a Treviso. L’artigiano spiega al Gazzettino: “Penso che sia un segno di maleducazione enorme e purtroppo succede anche più e più volte. Ma una volta in particolare è stata quella che mi ha convinto a mettere il cartello”. Quindi passa a spiegare l’episodio: “È successo che è arrivata questa ragazza giovane che aveva bisogno le sistemassi un paio di sandali. Quando è tornata per riprenderseli è entrata in negozio parlando al cellulare e quando le ho chiesto di provare i sandali prima di cucirli definitivamente, per vedere se le misure fossero giuste, questa ha continuato a parlare al telefono”. Carlesso a quel punto ha perso la pazienza: “Si è seduta per provare i sandali continuando a parlare al telefono con un’amica di una questione di poco conto, al che ho deciso di mettere in un sacchetto i suoi sandali ancora scuciti e le ho chiesto di uscire dal negozio. Le ho detto che era una grande maleducata e l’ho mandata via, ma non è stata certo l’ultima ad avere comportamenti del genere”.