Politica

Ora tutti vogliono tessere rapporti con l’Arabia Saudita. Allora perché criticavano Renzi?

Partiamo dagli ultimi fatti di cronaca.
Il 4 settembre scorso a Milano all’Hotel Gallia è stato organizzato congiuntamente dai due governi italiano e saudita, insieme con le rispettive Confindustrie e con il supporto di The European House Ambrosetti, un forum sugli investimenti italo-sauditi. Presenti Ministri del Governo Meloni, il Sindaco di Milano, top manager, industriali e imprenditori vari.

Khalid Al-Falih, Ministro degli investimenti dell’Arabia Saudita, ha affermato, fra le varie cose, che il suo paese pianifica di ricavare il 10% del suo Pil dal turismo, percentuale simile all’Italia.

Nel sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è presente la foto del Ministro Urso con il Ministro saudita nel quale annunciano l’evento con 1200 imprese partecipanti. Insomma, una grande operazione socio-economica e anche politica a favore dello scambio commerciale e non solo con l’Arabia Saudita.

Tutto normale e nessuno “scandalo” sollevato. Niente solite trasmissioni urlate contro l’Arabia Saudita e coloro che ci hanno a che fare.

Ma andiamo avanti.

Da qualche settimana l’ex nostro C.T. della nazionale italiana, Roberto Mancini, è volato in Arabia saudita per indossare i panni del nuovo CT della Nazionale saudita. Un’operazione milionaria che è frutto di un’intera operazione commerciale anche nel settore calcistico. Non a caso vecchi campioni, come Ronaldo, e altri sono stati comprati con grandi somme di denaro per farli partecipare al campionato di calcio saudita. E come se non bastasse, anche editori come Cairo hanno comprato i diritti delle partite arabe per trasmetterle in chiaro.

Si potrebbe andare avanti con altri esempi che vedono oramai l’Arabia Saudita sempre più protagonista nei vari settori economici non solo italiani ed europei, ma sempre più di livello internazionale.

Tutto normale? Ora sembra di sì, ma solo qualche tempo fa non vi ricordate altro? Vi rinfresco la memoria ma lo sapete, anche perché qualche battuta ancora rimane. Vi ricordate quando un certo Matteo Renzi fece alcune conferenze in giro per il mondo e qualcuna in Arabia Saudita?

Bene, per aver semplicemente partecipato a due o tre conferenze, per il quale ci vogliono competenze e credibilità, e aver visto con lungimiranza quello che stava facendo l’Arabia Saudita, in Italia o meglio le solite trasmissioni e i soliti “giornalisti” hanno iniziato una campagna denigratoria degna di altri Paesi, forse filorussi.
Bene, Renzi, per aver semplicemente fatto e detto quello che oggi tutti vedono e stanno ovviamente zitti, venne crocifisso a reti e testate giornalistiche più o meno unificate.

Le offese sono diventate quotidiane, fino a diventare addirittura interrogazioni e proposte di legge contro Renzi e le sue conferenze. Si potrebbe fare l’elenco, poi, dei personaggi politici che hanno criticato Renzi per le sue conferenze in Arabia Saudita, ritenute non opportune e contro l’immagine dell’Italia. La solita operazione mediatica contro Matteo, colpevole di aver detto quello che realmente stava succedendo.

E’ bastato poco tempo e ora fare affari e andare in Arabia Saudita è diventato non solo normale ma anche di moda. Insomma, quanta nauseante ipocrisia. Quanta stucchevole demagogia e mancanza di serietà. Giornalisti che invece di raccontare i fatti e cercare di insegnare qualcosa ai cittadini hanno sempre e spesso cercato di orientarlo con cattiveria e cinismo di parte.

Il dramma è che così facendo non si fa un danno al singolo politico ma all’intero Paese. Perché se hai uno competente che ha credibilità internazionale per andare a discutere di temi importanti in tutto il mondo e lo rendi il mostro all’opinione pubblica semplicemente perché è il più bravo e scomodo non fai l’interesse della tua Nazione ma fai il contrario. Questo il vero punto fondamentale. Usare la comunicazione non per aiutare i cittadini ma solo per orientare.

D’altronde c’è chi tifa per l’Italia e chi per la Russia o altro. Questo il grande dramma moderno.