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Una Nazionale in crisi: dal caso Egonu alla gestione Mazzanti, cosa sta succedendo alla pallavolo femminile

La sconfitta brucia ancora. Il quarto posto delle azzurre del volley agli Europei sembra aver aperto una crisi di credibilità nella squadra allenata da Davide Mazzanti, una crisi che può investire anche il cammino verso Parigi 2024: il 14 settembre inizierà il torneo di qualificazione ai giochi olimpici e tra le convocazioni spicca l’assenza di Paola Egonu, la stella della pallavolo italiana tenuta a lungo in panchina durante il torneo continentale. “Pur ribadendo il proprio attaccamento alla maglia dell’Italia, ha concordato con il commissario tecnico e il presidente federale Manfredi di non partecipare al torneo in Polonia per prendersi un periodo di riposo”, ha comunicato la Federazione italiana pallavolo.

Dopo la partita persa in semifinale con la Turchia (che domenica è andata a vincere il torneo battendo la Serbia al quinto set) e dopo il secco 3-0 dell’Olanda nella finalina per il terzo posto, dai social network piovono critiche all’allenatore italiano. #Mazzantiout è l’hashtag utilizzato da chi vorrebbe le sue dimissioni e gli contesta molti errori, come la scelta di non convocare il libero Monica De Gennaro, 38 anni eppure tra le più forti al mondo nel suo ruolo, e Caterina Bosetti, schiacciatrice che avrebbe potuto rinforzare la squadra in ricezione e in difesa, fasi di gioco in cui le azzurre sono state molto carenti rispetto alle altre finaliste. Oppure, ancora, la decisione di tenere a lungo in panchina Paola Egonu (forse per proteggerla da pressioni e affaticamenti), prediligendole l’esordiente Ekaterina Antropova, che nei momenti caldi si è dimostrata ancora impreparata. Risultato: quando la giocatrice nata a Cittadella (Padova) è stata mandata in campo, sembrava assente. “Conosco Paola, può vincere le partite da sola. Vederla in panchina fa male veramente”, ha detto Daniele Santarelli, ct della Turchia che ha allenato Egonu a Conegliano. Una dichiarazione poco gradita dal collega Mazzanti. Sui canali social di Volleyworld, sito della Federazione internazionale, sono stati pubblicati post di supporto per Paola Egonu: “Splendi sempre. Nessuno e nessun risultato potrà mai sminuire la tua dedizione, i tuoi traguardi, le tue abilità e il tuo nome”. Un altro segno di incoraggiamento a una campionessa molto apprezzata, ma in difficoltà.

Al termine del match con l’Olanda, su domanda di Consuelo Mangifesta (ex giocatrice e commentatrice tecnica Rai) Mazzanti ha spiegato, in maniera poco chiara per il grande pubblico: “È l’unico percorso che potevo fare perché dovevo riavere una squadra in mano. Dopo il mondiale non avevo una squadra in mano e con la federazione abbiamo pensato a una strategia, rifondare la squadra con alcuni inserimenti”. In seguito al mondiale dello scorso anno, dove l’Italia aveva perso in semifinale contro il Brasile e poi battuto gli Stati Uniti raggiungendo il terzo posto, erano sorte molte voci sulla gestione dello spogliatoio. Qualcuno paventava un ricambio radicale, che poi non c’è stato. Anche Egonu, che aveva annunciato uno stop alle attività con la maglia azzurra, è tornata nei ranghi a luglio. Le uniche a rimanere fuori, in una specie di ricambio generazionale un po’ troppo spinto in vista di Parigi 2024, sono state quindi De Gennaro e Bosetti, ma anche la palleggiatrice Lia Malinov e la centrale Cristina Chirichella, ex capitana, giocatrici nel giro della nazionale maggiore da quasi un decennio.

Mazzanti vorrebbe seguire quanto fatto da Ferdinando De Giorgi coi maschi: dopo aver lasciato fuori alcuni veterani come Ivan Zaytsev, Fefé ha fatto emergere il talento di alcuni nuovi innesti, Alessandro Michieletto e Yuri Romanò su tutti. Tra le donne, il ct ha puntato su Elena Pietrini, travolgente in attacco quanto fragile in ricezione, e Antropova. Nonostante il grande lavoro compiuto dalla Federazione con le giovani atlete e i tanti risultati ottenuti dalle giovanili azzurre, non è ancora abbastanza per competere contro corazzate solide come Serbia e Turchia.

Segnali di autocritica da parte dell’allenatore? Quasi nessuno, anzi dopo la finalina Mazzanti ha dato l’impressione di voler minimizzare il risultato negativo: “Abbiamo fatto un percorso in crescendo, in cui abbiamo sempre aggiunto qualcosa, ma oggi non siamo riusciti ad aggiungere niente. Dobbiamo dare il giusto peso alla sconfitta di oggi, ma non perdere tutto quanto abbiamo fatto finora”. Secondo lui bisogna “fissare alcune cose tecniche che oggi sono state sporcate dal fatto di non essere in partita”.

Mazzanti paga forse delle aspettative molto alte da parte degli appassionati e dai fan di Egonu, ma sembra godere ancora di una riserva di fiducia da parte della federazione. Con lui in panchina, l’Italia ha conquistato un argento mondiale nel 2018, una Volleyball nations league nel 2022, l’oro agli Europei del 2021, il due bronzi nelle rassegne continentali e uno in quella iridata. A questo bisogna però aggiungere il flop ai Giochi olimpici di Tokyo nel 2021, seguiti dal solito strascico polemico. Per alcuni, un bilancio insoddisfacente. Adesso la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi non è scontata. Nella seconda metà di settembre, al torneo di qualificazione a Lodz, i posti in palio sono due e l’Italia dovrà vedersela contro le statunitensi allenate da Karch Kiraly e la Polonia di Stefano Lavarini.