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Sopravvissuta alla tragedia della Costa Concordia, decide di tornare al mare dopo 11 anni ma le figlie restano intossicate. Chiesto risarcimento

"Avevo scelto quella meta per la possibilità di fare le escursioni in mare. Purtroppo sono riuscita a farne una soltanto", ha raccontato Angela Familari al Corriere

Angela Familari è sfuggita al naufragio della Costa Concordia lo scorso gennaio 2012. Da allora, nessuna voglia di tornare al mare. Fino a quando quest’anno non ha deciso di andare in Egitto, a Marsa Alam, con le sue figlie e con la sua migliore amica e suo figlio. Pagando tutto lei. Stare insieme al mare, per rinascere. La storia la racconta il Corriere perché l’idea di Angela non si è realizzata. “Ho prenotato la partenza per questo luglio coinvolgendo la mia migliore amica. Avevo scelto quella meta per la possibilità di fare le escursioni in mare. Purtroppo sono riuscita a farne una soltanto”. Ma qualcosa va storto, i bambini mangiano qualcosa che li fa stare male: “Non so se le crepes oppure l’anguria o forse era l’acqua, non in bottiglietta, ma loro ci avevano detto che era buonissima lo stesso. Fatto sta che il primo a stare male, il mattino dopo, è stato il figlio della mia amica: febbre altissima e problemi intestinali. Dopo un paio d’ore è toccato alla mia figlia più piccola. E il giorno dopo, a ruota, alla mia maggiore”. Familari ha trascorso la vacanza con i bimbi attaccati alle flebo e ora chiede un risarcimento. Sempre al Corriere il presidente dell’Associazione Giustitalia Luigi De Rossi ha spiegato: “Noi stiamo chiedendo il risarcimento sia al tour operator, Futura Vacanze, che all’agenzia viaggi, Duna 45 di Roma, perché questo è un caso di vacanza rovinata che la giurisprudenza riconosce”.