Scienza

Covid, ecco Pirola la variante (Ba.2.86) che preoccupa gli scienziati. Chiamata come un asteroide, ha 36 mutazioni

Mentre in Usa alcune scuole hanno chiuso per un’impennata di casi di Covid e altri virus respiratori e il presidente Joe Biden annuncia che chiederà fondi al Congresso per un nuovo vaccino, la comunità scientifica punta i microscopi su una nuova variante, Ba.2.86, ribattezzata Pirola dal nome di un asteroide. “Più vediamo diffondersi la variante ipermutata Ba.2.86, ad ora presente in 6 Paesi e in circa il 2% delle acque reflue in una regione svizzera, più sembra preoccupante, soprattutto in un momento in cui la sorveglianza è diminuita: non è destinata a svanire” evidenzia lo scienziato Usa Eric Topol, responsabile dello Scripps Research Translational Institute in California, su Twitter. “L’immuno-evasitività di Ba.2.86, con più di 35 mutazioni e cambiamenti di aminoacidi rispetto a Xbb.1.5, il bersaglio del ‘nuovo’ vaccino, ancora non disponibile – aggiunge Topol – sarà problematica ed esemplifica il motivo per cui una strategia di caccia alle varianti non funziona. Abbiamo bisogno di un vaccino a prova di varianti ed esistono molti candidati”.

Ba.2.86 è stata “segnalata in Israele, Danimarca, Regno Unito, Stati Uniti, Sud Africa e Svizzera – riferisce sempre su Twitter Ryan Gregory, professore al Dipartimento di biologia dell’Università di Guelph (Ontario), uno degli scienziati più attivi sul fronte delle varianti. Uno dei due casi americani è un viaggiatore di ritorno dal Giappone: quindi forse la variante è anche lì? Gli esperti di sanità pubblica che affermano che un’evoluzione dilagante delle varianti e onde autunnali” di Covid-19 “sono previste e fanno parte della vita, non stanno facendo salute pubblica, ma pubbliche relazioni. Per il virus”. Secondo gli esperti, “non è più necessario distinguere fra i lignaggi Ba.2 e Ba.5, quasi tutti i ricombinanti sono discendenti di Xbb”. Pirola, conclude Gregory, “è una delle poche varianti a non fare parte della famiglia Xbb”.

La nuova variante con pochissimi casi noti, ma molte mutazioni è stata rapidamente classificata una settimana fa come “variante sotto monitoraggio” dall’Organizzazione mondiale della sanità una decina di giorni fa. Il fatto che l’Oms l’abbia designata una “variante sotto monitoraggio” implica che i Paesi sono tenuti a tracciare e segnalare le sequenze che trovano. “Sono necessari ulteriori dati per capire se la variante sarà pericolosa o meno con le sue numerose mutazioni”, ha affermato l’Oms. La variante è stata individuata dagli scienziati in Israele, Danimarca, Stati Uniti e nel Regno Unito. Ba.2.86 “potrebbe preoccupare e va monitorata e messa sotto attenzione perché ha due mutazione che condivide con la vecchia variante Delta e con il ceppo originario di Wuhan. Si è poi visto che le varie sequenze trovare in diversi paesi viaggiano ognuna per conto suo e non ci sono link. C’è quindi nella comunità scientifica la paura che possa diventare qualcosa di nuovo rispetto allo scenario Omicron, che abbiamo vissuto e arginato fino ad oggi con i vaccini. Però, chiariamo, parliamo di previsioni che al momento non sono supportate dai dati. Per questo serve la sorveglianza e il sequenziamento delle varianti, dubito che nei prossimi mesi possa accadere qualcosa di stravolgente. Niente allarmismi quindi” spiega all’Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma.