Sport

Mondiali di basket al via: l’Italia di Pozzecco a caccia dei quarti tra certezze e belle speranze

Le sette vittorie su altrettante partite che hanno condotto verso Manila raccontano le potenzialità dell’Italia che inizia venerdì 25 – prima palla a due contro l’Angola alle 10 – la sua avventura ai Mondiali di basket. Ma allo stesso tempo quel percorso netto rischia di essere insidioso perché nessuno sa, nemmeno i protagonisti, come reagirà una squadra umorale, allenata da un coach umorale, alle prime difficoltà che, inevitabilmente, si presenteranno lungo il cammino nelle Filippine, dove la rassegna torna a oltre 40 anni di distanza. L’Italbasket che ha sfiorato la semifinale all’Europeo dello scorso anno, eliminando la Serbia di Nikola Jokic e impegnando fino allo stremo la Francia, è pronta a ripetersi su un palcoscenico più importante? Di certo ha il “diritto di sognare”, come l’ha chiamato Gianmarco Pozzecco.

Certezze e golden boys – Il pre-mondiale ha detto sì, anche perché l’allenatore azzurro può contare su un anno di maturità in più dei suoi fidi scudieri – il leader Simone Fontecchio reduce dalla prima stagione in NBA, Nicolò Melli protagonista dello scudetto di Milano, quindi Marco Spissu e Achille Polonara – e, soprattutto, ora può pescare nel serbatoio della panchina l’entusiasmo di Matteo Spagnolo e Gabriele Procida, i due giovani che nel giugno 2022 vennero selezionati al Draft NBA e da settembre giocheranno insieme all’Alba Berlino. In una competizione lunga e sfibrante come un Mondiale, l’apporto dei golden boys della pallacanestro azzurra sarà uno dei fattori decisivi.

Il cammino nel girone – Il cammino dell’Italia dopo il faccia a faccia contro l’Angola proseguirà contro la Repubblica Dominicana (domenica, ore 10) prima di incrociare martedì (ore 14) i padroni di casa delle Filippine, nazionale atipica ma che potrà contare sul supporto di 20mila tifosi dentro il palazzo e dell’entusiasmo di un Paese innamorato del basket come pochi altri al mondo. Sarebbe tutto facile sulla carta, ma la reazione alle difficoltà sarà il vero spartiacque della spedizione azzurra nel Pacifico. Servirà equilibrio, evitare le montagne russe. Anche perché i difetti strutturali non mancano, ma finora il gruppo – e che gruppo, come ha scoperto chi ha seguito il podcast Afternoon condotto da Gigi Datome e da Melli – è stato bravo a camuffarli.

I difetti strutturali e la formula – L’Italia paga dazio in centimetri contro praticamente chiunque, priva di un lungo di ruolo e di rango, e questo obbliga ad avere un alto rendimento in attacco dalla lunga distanza e un perenne sacrificio difensivo per non concedere seconde chance a rimbalzo agli avversari. Da questi due fattori passa buona parte della capacità di chiudere il girone iniziale tra le prime due, garantendosi la partecipazione alla seconda fase dove verranno formati nuovi gironi da 4 squadre e si giocherà contro le qualificate dagli altri raggruppamenti. Nel caso dell’Italia salteranno fuori dal B, in cui battaglieranno la Serbia senza Jokic, il Porto Rico, la Cina e il Sud Sudan, lo Stato che dodici anni fa non esisteva e adesso con i due NBA Wenyen Gabriel e Carlik Jones ha chance da giocarsi per il secondo turno. Lì sarà bagarre per entrare nelle prime otto, obiettivo credibile a patto di aiutarsi quando servirà.

L’ultima di capitan Datome – Gli Usa di Steve Kerr faranno ovviamente da lepre nonostante le assenze della prima fascia di giocatori NBA. La vera alternativa credibile per l’oro è la Spagna di Sergio Scariolo, ma occhio alla Francia e alla solidità di Germania e Australia. Luka Doncic tenterà gli straordinari con la sua Slovenia e ci sono da tenere d’occhio Canada e Serbia, anche senza il suo gioiellino Jokic. Sulla nazionale balcanica farà la corsa l’Italia per mettere il naso ai quarti di finale. E quanti bei ricordi ripensando al Preolimpico di Belgrado nel 2021 e agli Europei dello scorso anno. C’era allora e ci sarà ancora Gigi Datome, il capitano della Nazionale che lascerà il basket dopo i Mondiali. L’avvicinamento alle Filippine è stato un lungo tributo alla sua carriera, sul campo e sui social della Fip. Prima degli onori finali, cercherà di appuntarsi un’altra spilletta sulla maglia azzurra indossata per vent’anni.

Twitter: @andtundo