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Usa, due afroamericani abusati e torturati per ore da sei agenti: i poliziotti si sono dichiarati colpevoli

Nuovo episodio di abusi da parte della polizia statunitense contro degli afroamericani. Sei agenti bianchi del Mississippi si sono dichiarati colpevoli di aver torturato, per ore, due uomini in un’aggressione razzista. I fatti risalgono al 24 gennaio scorso quando i poliziotti – senza mandato – sono hanno sfondato la porta dell’abitazione dei due afroamericani a Braxton, nel Mississipi, e poi li hanno torturati: hanno ammanettato e aggredito i due uomini con pistole stordenti, un sex toy e altri oggetti.

La vicenda è venuta alla luce solo adesso perché gli agenti, come riporta la Cnn, sono apparsi nel tribunale della contea di Rankin insieme ai loro avvocati. Sono stati accusati di un totale di 13 crimini in relazione alle “torture e abusi fisici” dei di due uomini. Le vittime, Michael Jenkins e Eddie Parker, hanno intentato una causa federale a giugno, sostenendo che gli agenti sono entrati illegalmente nella loro casa e li hanno ammanettati, presi a calci, sottoposti a waterboarding e tentato di aggredirli sessualmente per quasi due ore. Gli agenti, “nel loro uso ripetuto di insulti razzisti nel corso dei loro atti violenti, erano oppressivi e odiosi nei confronti delle loro vittime afroamericane”, scrivono nella denuncia. L’aggressione è stata “motivata – si legge ancora – sulla base della razza e del colore della pelle delle persone che hanno aggredito”. A giugno lo sceriffo della contea di Rankin, Bryan Bailey, ha annunciato il licenziamento degli agenti coinvolti.

I protagonisti sono cinque ex agenti dello sceriffo della Contea di Rankin, Brett McAlpin, Hunter Elward, Christian Dedmon, Jeffrey Middleton e Daniel Opdyke, e un agente di polizia della città di Richland, Joshua Hartfield. Tutti e sei si sono dichiarati colpevoli delle accuse di intralcio alla giustizia e di aver ostacolato il processo. Dedmon ed Elward, che ha sfondato una porta, si sono dichiarati colpevoli di ulteriori accuse di violazione di domicilio. Elward si è dichiarato colpevole anche di aggressione aggravata, per aver infilato una pistola nella bocca di una delle vittime e aver premuto il grilletto, in quella che le autorità hanno definito una “finta esecuzione”. Gli agenti li hanno poi derisi con insulti razzisti durante una tortura durata 90 minuti. Per coprire le loro azioni i 6 hanno infine messo droga e una pistola nelle mani di uno dei due uomini. Ognuno di loro ha raggiunto accordi di patteggiamento individuali che prevedono pene detentive che vanno dai cinque ai 30 anni. La pena scontata per le accuse statali coinciderà con le condanne federali previste. Ciascuno di loro potrebbe essere condannato a pene detentive più lunghe in tribunale federale a novembre.