Cronaca

“L’ex senatore della Lega è il mandante dell’attentato contro il giornalista. Per il raid a colpi di pistola pagò un uomo di ‘ndrangheta”

Uno dei cinque colpi di pistola sparati nella notte del 15 luglio 2018 contro la casa del giornalista Ario Gervasutti, a Padova, si era andato a conficcare un metro sopra la testata del letto, nella camera di uno dei due figli dell’ex direttore del Giornale di Vicenza. Un altro aveva colpito l’anta dell’armadio, trapassando un cappotto. Uno era finito sul soffitto, due si erano fermati sul davanzale della finestra. Siccome in quel momento il ragazzo ventenne era in camera, soltanto per una fatalità non era rimasto ferito. “Che un giornalista pesti i piedi a qualcuno è inevitabile, ma non comporta una intimidazione di chiaro stampo mafioso e malavitoso svolta da esperti del ramo. Questo è un avvertimento pesante. In una sorta di scala gerarchica delle intimidazioni, prima di sparare ci sono lettere intimidatorie, benzina sul portone… È andata bene che mio figlio non si fosse alzato per andare in bagno”, fu il commento di Gervasutti (oggi è caporedattore al Gazzettino), che aveva messo a fuoco una matrice davvero impensabile. Di certo non sospettava che in quel gesto, compiuto mentre tutta la famiglia era in casa, ci fosse la mano della ‘Ndrangheta e che il mandante fosse addirittura un ex senatore leghista, oggi di Fratelli d’Italia, il vicentino Alberto Filippi di 57 anni.

DDA: “IL SENATORE ERA IL MANDANTE”- La circostanza emerge dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, coordinata dai sostituti procuratori Lucia D’Alessandro e Stefano Buccini, a carico di 43 persone accusate di associazione mafiosa di stampo ’ndranghetista. Nell’elenco compare anche il nome dell’ex senatore. Secondo la ricostruzione dei due pm, Filippi avrebbe “incaricato, dandogli un compenso in denaro, Santino Mercurio (un altro indagato, 65 anni, calabrese di Capo Rizzuto, ndr), di compiere un atto intimidatorio nei confronti dell’ex direttore del Giornale di Vicenza”. In base alle prove contenute nel fascicolo dei pm, che hanno effettuato il deposito degli atti, “l’atto intimidatorio compiuto materialmente da Santino Mercurio, in concorso con soggetti allo stato non identificati, si concretava nell’esplosione di cinque colpi di pistola contro l’abitazione del giornalista, a Padova”. Il fatto ha un’aggravante nel fine di “voler agevolare l’attività del sodalizio mafioso, accrescendone la capacità operativa, economica e la forza di intimidazione funzionale ad assicurare le condizioni di vantaggio nel controllo del territorio da parte dell’organizzazione criminale di appartenenza”.

IL PENTITO HA CONFESSATO – Secondo l’accusa, Filippi avrebbe voluto vendicarsi per alcuni articoli che apparvero sul giornale diretto da Gervasutti ancora nel 2010. Difficile effettuare un collegamento per i carabinieri, che pure dopo l’attentato avevano ripassato tutta l’attività professionale del giornalista, cercando qualche appunto di inimicizie che potessero essere sorte a causa del lavoro. In loro soccorso è venuta la confessione di Mercurio, coinvolto in inchieste su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Veronese (a partire dall’operazione Isola Scaligera del 2020). L’uomo ha confessato di aver ricevuto una somma di denaro per sparare colpi di pistola contro la casa del giornalista. Ai verbali si sono aggiunti gli esiti di intercettazioni telefoniche, che hanno completato il quadro. Mercurio avrebbe addirittura pedinato Gervasutti, informandosi dei suoi spostamenti, prima di passare all’azione.

TERRENI & SOSPETTI – Nel 2010 il Giornale di Vicenza aveva scritto alcuni articoli riguardanti una ventilata operazione commerciale collegata ad alcuni terreni in provincia di Vicenza. I terreni di Montebello Vicentino erano di proprietà di Filippi, titolare della società Unichimica di Torri di Quartesolo. Un cambio di destinazione d’uso avrebbe potuto preludere alla realizzazione di un centro commerciale vicino al Centro servizi intermodali. Filippi aveva chiesto al direttore del giornale di poter esprimere la propria posizione. Fu intervistato e forse pensava di aver chiarito tutto. Siccome la polemica non si era sopita, il quotidiano berico ne aveva dato conto come accade a tutti gli organi di informazione. Filippi non aveva gradito e aveva telefonato in redazione protestando in modo deciso. Dopo di allora il direttore Gervasutti non lo aveva più sentito. Per questo non poteva pensare che quegli articoli sarebbero diventati a distanza di otto anni il movente di un attentato contro la sua casa e la sua famiglia.

GERVASUTTI: “SONO ALLIBITO”- Il giornalista ha rilasciato solo una brevissima dichiarazione: “Sono allibito. Sconcertato. Incredulo”. Poi ha aggiunto: “Sono anche sollevato per il gran lavoro svolto dagli inquirenti”. Non era però stato tenuto al corrente dell’evoluzione dell’indagine, anzi in un primo tempo gli era stato detto che poteva essere rimasto vittima di uno scambio di persone. Filippi è accusato anche di essere il mandante di un’altra spedizione punitiva, contro la ditta Toscolapi srl con sede a Pisa. Avrebbe pagato 20 mila euro per far incendiare nel luglio 2019 un furgone della società toscana e del materiale stoccato nella sede dell’azienda.

L’EX LEGHISTA ESPULSO, ORA È IN FDI – Il senatore Filippi, laureato in Economia a Ca’ Foscari, ha militato per quasi vent’anni nella Lega Nord. Nel 1994 divenne assessore ad Arcugnano. Nel 1997 fu eletto consigliere provinciale di Vicenza. Dal 2006 al 2008 è stato deputato della XV legislatura. Nel 2008 fu eletto senatore e divenne vicepresidente della commissione esteri. Il rapporto con la Lega si è interrotto bruscamente nel 2011 quando venne a galla l’affare Cis e la Provincia bloccò la possibilità di realizzare un centro commerciale sui suoi terreni. Venne sospeso e il consiglio federale decretò l’espulsione. Dapprima aderì al gruppo parlamentare di Coesione Nazionale, poi alla Destra di Francesco Storace di cui divenne rappresentante regionale. Poi portò in dote il movimento a Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Nel maggio 2014, in un bar di Vicenza, a dare quello che definì “il lieto annuncio” della riunificazione fu Ignazio La Russa, oggi presidente del Senato, assieme a Giorgia Meloni, presidente di Fdi, Un paio di settimane fa Filippi ha partecipato a una cena all’Arsenale di Venezia assieme al ministro all’agricoltura Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia, anche se non riveste alcun incarico pubblico. Filippi è anche tra i finanziatori del quotidiano L’Identità di Tommaso Cerno.