Camorra

Altri due arresti per l’assassinio di Gelsomina Verde, uccisa dalla camorra durante la faida di Scampia perché fidanzata con un rivale

Secondo l’accusa hanno fatto parte del gruppo camorrista che nel novembre 2004 uccise Gelsomina Verde, vittima innocente della camorra, assassinata in maniera truce durante la prima faida di Scampia solo perché fidanzata con un loro rivale. La Squadra Mobile di Napoli ha arrestato Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi, alias “o Vichingo” al termine di indagini coordinate dalla DDA e scaturite dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Le accuse sono state notificate nel carcere di Massa Carrara dov’è detenuto De Lucia, mentre Esposito è stato rintracciato dagli agenti della Mobile (coordinati dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini) nella sua abitazione di Castelvolturno (Caserta).

Per gli inquirenti avrebbero sequestrato e assassinato la vittima insieme con Ugo De Lucia e Pietro Esposito, entrambi già condannati per l’omicidio di Gelsomina, estranea agli ambienti criminali, trucidata a colpi d’arma da fuoco alla testa e poi bruciata in un’auto perché sentimentalmente legata a Gennaro Notturno, alias “o Saracino”, esponente di spicco dei rivali degli Amato-Pagano. Con i due arresti notificati dalla Polizia di Stato si chiude il cerchio su questo omicidio eseguito dai Di Lauro in quanto gli indagati, secondo gli investigatori, sarebbero gli ultimi due componenti del commando. Le attività investigative che hanno consentito di fare luce sul truce assassinio, ammazzata in maniera efferata il 21 novembre 2004 durante lo scontro armato tra il clan Di Lauro e gli scissionisti degli Amato Pagano, sono ripartite sulla base delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia.