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Patrick Zaki graziato, Tajani: “Non c’è nessun baratto sul caso Regeni. Le due vicende da sempre sullo stesso piano”

“Non c’è nessun baratto, nessuna trattativa sottobanco. Il governo è stato in grado di far tornare un giovane che rischiava di stare ancora un po’ di tempo in carcere”. Il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, parlando a 24 Mattino su Radio 24 ha chiarito che sul caso dello studente egiziano dell’Università di Bologna graziato da Al Sisi non c’è alcuna interferenza con la vicenda del ricercatore friulano brutalmente ucciso in Egitto nel 2016. “Siamo persone serie, non facciamo baratti di questo tipo”, ha ribadito, aggiungendo che su Regeni “continueremo a chiedere che si faccia luce sulla vicenda, come abbiamo sempre fatto, abbiamo sempre messo sullo stesso piano le due questioni“. Tajani ha inoltre aggiunto che “il governo ha ottenuto un risultato molto importante e chi pensava che non sarebbe stato in grado di ottenerlo è rimasto un po’ deluso”. Per Zaki, ha sottolineato, “ci siamo mossi fin dall’inizio per cercare di ottenere la grazia”. Tajani ha inoltre ricordato le sue “due missioni in Egitto“, i colloqui con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, “dove ho più volte ribadito la necessità di liberare questo giovane ricercatore“. Ora che “il presidente egiziano ha deciso di concedere la grazia”, è “una bella notizia per tutti e – ha concluso – questo giovane ricercatore potrà venire nel nostro Paese lavorare e avere una bella carriera davanti”.

Rispetto alla concessione della grazia, l’ambasciatore egiziano a Roma, Bassam Rady, ha dichiarato che si è trattato di un atto di clemenza che “è un apprezzamento (…) personale per la profondità e la forza delle relazioni italo-egiziane, e la rapidità della grazia ne è la migliore prova, in particolare poiché è avvenuto meno di 24 ore dopo l’emissione della sentenza definitiva”. “Lo Stato egiziano rispetta la legge e la costituzione e apprezza le sentenze emesse dalla sua istituzione giudiziaria perché è uno Stato di diritto”, ha premesso il diplomatico, già portavoce della presidenza egiziana e di Sisi. Dato che “la costituzione ha concesso al Presidente della Repubblica il potere di grazia presidenziale dopo l’emissione di sentenze“, l’iniziativa di Sisi è stata “senza dubbio diretta a sostenere le relazioni italo-egiziane”, le quali “si sono estese attraverso la storia che ha unito le sue due grandi civiltà”, ha insistito Rady.

La liberazione di Zaki è prevista in giornata, ha detto sua madre, e verrà rilasciato dalla Direzione di polizia di Nuova Mansura, senza ulteriori passaggi procedurali né a Gamasa né a Mansura. La signora Hala Sobhy non ha voluto precisare meglio, ma ha dato l’impressione di escludere l’informazione che il rilascio avvenga nel pomeriggio. La donna è con George, il padre di Patrick. “Naturalmente siamo molto felici; la situazione è cambiata di 180 gradi, ringraziamo Dio”, ha aggiunto la cristiana Hela rispondendo a una domanda su questa “svolta” della grazia del presidente Abdel Fattah al-Sisi per il figlio.