Politica

Gli affari delle famiglie La Russa-Santanché: la villa comprata a 2,45 milioni e rivenduta 58 minuti dopo con un milione di plusvalenza

Dimitri Kunz e Laura Di Cicco lo scorso 12 gennaio hanno comprato una villa a Forte dei Marmi e dopo 58 minuti l’hanno rivenduta, guadagnando un milione di euro. La speculazione da record è stata svelata dal quotidiano Il Domani: i due protagonisti sono il compagno della ministra del Turismo Daniela Santanchè e la moglie del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il mega-affare immobiliare che lega le famiglie dei due esponenti di Fratelli d’Italia si compie a inizio anno, quando sia Kunz che Santanchè sono già indagati dalla Procura di Milano per via del tracollo di Visibilia, la società editoriale già amministrata dalla ministra di cui i pm hanno chiesto il fallimento. Il compagno della ministra, nel momento in cui porta a termine la plusvalenza da un milione, è peraltro ancora l’amministratore unico di Visibilia editrice.

La moglie di La Russa e Kunz firmano il contratto d’acquisto della residenza di lusso da 350 metri quadrati nel Parco della Versiliana alle ore 9.20 in uno studio notarile di Milano. Prezzo: 2,45 milioni di euro. Poi si spostano da un altro notaio, distante circa 15 minuti di auto, per firmare alle ore 10.18 la vendita della stessa villa all’imprenditore Antonio Rapisarda, che paga 3,45 milioni. La ricostruzione del Domani viene confermata dallo stesso Rapisarda, imprenditore 56enne che spiega di conoscere Kunz da tempo: “Frequentiamo Forte dei Marmi e lì ci si vede. Mi aveva detto che che stava trattando questo immobile, per il quale avevano già fissato il prezzo“. Il manager milanese, che si presenta per conto della Springstar, una sua società personale, insiste per acquistarla, nonostante sapesse “che Kunz l’aveva presa a 1 milione in meno, ma il mercato di Forte è quella roba lì”. Un favore? “Gli ho fatto un favore certamente, ma non è altro che una classica compravendita. La loro fortuna è che avevano questa chicca tra le mani”. Rapisarda a Il Domani sulla possibilità che l’affare servisse a coprire i debiti di Visibilia, risponde: “Sono sincero non conoscevo questa vicenda di Visibilia, se poi loro hanno usato soldi perché utili a sanare la società non credo ci sia nulla di male. Per me Dimitri è un amico, e non lo è perché fidanzato di Santanchè, lo conosco da molto prima”.

Parole che non aiutano a comprendere fino in fondo le ragioni che hanno portato a un affare – in regola e del tutto lecito – con una plusvalenza da record. In base ai documenti citati dal quotidiano, la moglie di La Russa e il compagno di Santanchè firmano il preliminare di vendita il 22 luglio scorso, quasi un anno fa. La villa appartiene al noto sociologo Francesco Alberoni, ma a gestire l’affare è l’avvocato Elisabetta Nati, procuratrice speciale del 93enne Alberoni. Di mezzo ci sono anche delicate questioni legate all’eredità. Già dal 5 luglio però Di Cicco e Kunz avevano accesso all’immobile per cominciare i lavori di manutenzione. Passano appena tre mesi e il 7 ottobre il duo firma il preliminare di vendita con Rapisarda. Le due operazione, l’acquisto della villa e la sua cessione, si completeranno poi lo stesso giorno: il 12 gennaio appunto, a meno di un’ora una dall’altra.

Restano le domande: qual è il reale prezzo dell’immobile di lusso che dista pochi minuti dallo stabilimento balneare Twiga? Da quando la famiglia La Russa e il compagno di Santanchè gestiscono affari insieme? I due politici si conoscono da decenni e La Russa in queste settimane, nella sua veste da avvocato, ha anche fornito consulenza alla ministra proprio in merito all’inchiesta dei magistrati milanesi. E ancora: che ruolo ha avuto questa compravendita nel contesto di difficoltà finanziarie del duo Kunz-Santanchè? Entrambi sono indagati con le ipotesi di reato di bancarotta e falso in bilancio e Visibilia, è agli atti, ha un debito di 1,9 milioni di euro. Secondo quanto scrive Il Domani, al momento l’operazione immobiliare in Versilia non è tra i documenti raccolti e presi in considerazione dalla Procura di Milano.

In serata Kunz ha diffuso una nota stando alla quale “l’effetto scandalistico basato sui ’58 minuti’ tra l’acquisto e la rivendita è intenzionalmente impressionistico e sostanzialmente falso. L’operazione immobiliare in oggetto, durata più di un anno, nasce su precisa richiesta del venditore professor Alberoni, assistito da una avvocatessa milanese. Il prezzo di vendita è esattamente quello richiesto dallo stesso professore per l’immobile che era frutto di una eredità non chiusa con sette coeredi, legatari e asseriti creditori. Al professore, sono stati versati molti mesi prima (e non 58 minuti) durante il preliminare di vendita, una parte del prezzo richiesto e accettato”. Poi “è stato individuato, dopo lavori di miglioria dell’immobile, un compratore fortemente interessato che ha provveduto a sua volta a rogitare non appena è stato giuridicamente possibile (i famosi 58 minuti). Compratore che era consapevole del prezzo pagato al professore e della continua crescita del valore delle case in Versilia. Il guadagno infine, risulta assai minore di quello riferito dal quotidiano Domani tenuto conto dei non lievi costi sostenuti per l’immobile, la alta tassazione sul reddito e sulla plusvalenza”.