Cronaca

“Avevo una Glock, ci sono andato a scuola”. Adolescenti provavano armi ed esplosivi e condividevano le esperienze su Telegram

Adolescenti con la passione per le armi condividevano le loro esperienze con pistole ed esplosivi fai da te su gruppi Telegram. Spazi virtuali che non sono sfuggiti alle forze dell’ordine che hanno scandagliato la rete per alcuni mesi e hanno bloccato la pericolosa attività.

I protagonisti della vicenda sono tutti minorenni e residenti in diverse aree geografiche del territorio italiano. Una passione per le armi coltivata spesso in gran segreto e nelle chat si scambiavano esperienze e opinioni: “I miei genitori sono contrari alle armi allora me le fabbrico io oppure me le prendo da qualche parte […] Ci ho sparato con una Glock vera… […] Te lo dico perché le modifico da quando avevo 14 anni […]”.

Affermavano di andare in giro con coltelli e a volte persino con pistole (a salve o da softair), incuranti di possibili controlli da parte delle forze dell’ordine, come riscontrato in altre frasi del seguente tenore: “Io avevo una Glock però poi ci sono andato a scuola perché lo avevo visto in un film americano […] io sono andato con un multitool con coltello, rischiato molto di andare al minorile […] Io portavo quello a scatto nel giubbino”. Spesso pubblicavano anche foto e video che mostravano armi da taglio, da sparo e da softair, esposte in posa o durante l’effettivo utilizzo.

Nelle loro discussioni su Telegram richiedevano informazioni e consigli su come confezionare molotov, esplosivi e detonatori, pubblicando anche foto degli ordigni realizzati, scrivendo “avete mai fatto una molotov? io si […] martedì provo a fare del napalm […] Qualcuno ha ha un video Tutorial per un detonatore? […] buon pomeriggio, ecco a voi un piccolo dispositivo. […]”.

Al termine dell’indagine, coordinata dal procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Milano Ciro Cascone e dal sostituto procuratore Sabrina Ditaranto, nella mattinata del 29 giugno la polizia postale, in collaborazione con le Digos e con l’ausilio di unità cinofile specializzate, ha eseguito 8 perquisizioni nelle città di Avellino, Lecce, Milano, Pisa, Sassari, Nuoro e Treviso.