Prove su strada

Bmw M2, la prova de Il Fatto.it – In pista con 460 cavalli di adrenalina pura – FOTO

Una grande griglia a doppio rene senza cornice e con listelli orizzontali, è la caratteristica che meglio identifica la nuova BMW M2. Spostando lo sguardo non lasciano indifferenti il muso spigoloso, le spalle muscolose, la trama di carbonio a vista del tetto (optional) e il posteriore imponente. Un design chiaramente ispirato alla 2002 turbo del 1973.

Con questa sportiva, la casa bavarese ha raggiunto un perfetto equilibrio tra l’auto di tutti i giorni e un purosangue da pista. Un risultato possibile grazie al giusto mix tra i componenti di propulsione ed assetto perfettamente tarati. La trasformazione si ottiene in punta di dito: basta pigiare uno dei due bottoni rossi (M1 o M2) all’interno della corona dello sterzo per sentire il sei cilindri 3000 cc Twin Turbo benzina da 460 Cv (e 550 Nm di coppia massima) “ruggire”. A seguire, vengono richiamati tutti gli organi più importanti: sospensioni, volante, freni e la stessa mappatura delle centraline.

Per mettere alla prova la M2, i tecnici Bmw hanno ritenuto che fosse più adatta una prova in pista piuttosto che su strada: alla frusta, sul tracciato di Vallelunga, per esaltarne al massimo la componente sportiva.

Le diimensioni compatte, la trazione posteriore e un mix di tecnologia derivata da quella già provata sulle M3 ed M4, fanno ben sperare. La lunghezza della M2 è di 214 millimetri in meno rispetto alla M4 Coupé, e anche il passo è più corto: 110 millimetri.

A bordo spicca l’avanzato Bmw Curved Display. Un grande schermo composto dal display informativo da 12,3 pollici e quello di controllo da 14,9 pollici. Come optional Bmw fornisce l’Head-Up Display, personalizzato con le visualizzazioni specifiche M. Il cuore della vettura si trova sulla console centrale: il pulsante “Setup” che consente di tarare motore, telaio, sterzo, impianto frenante e l’M Traction Control, oltre all’assistente di cambio marcia (dotazione a richiesta). Le impostazioni memorizzate vengono poi richiamate utilizzando i pulsanti M1 e M2. In questo modo ogni pilota è in grado di personalizzare le caratteristiche dell’auto come un abito sartoriale.

Bastano pochi giri di pista per trovare le specifiche adatte al proprio stile di guida. La messa a terra della vettura è perfetta, la frenata decisa e l’inserimento in curva è senza sbavature. L’elettronica ci permette anche di impostare un angolo di drift, di farla scodare in tutta sicurezza ma con quel pizzico di adrenalina che non guasta.

Rispetto alla versione precedente eroga 90 cavalli in più, copre lo 0/100 km/h in 4,1 secondi con il cambio M Steptronic a otto rapporti e in 4,3 secondi con il cambio manuale a sei rapporti disponibile a richiesta. La velocità di punta è autolimitata a 250 km/h, che sale a 285 orari sfruttando l’M Driver’s Package opzionale.

Le sportive in casa BMW sono sempre più richieste, lo scorso anno, hanno fatto registrare un volume di vendita superiore al precedente delll’8,4% con 177.257 unità consegnate. Per mettersi al volante della M2, il prezzo parte da 78.100 Euro.