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Digital aging, la luce blu di smartphone e pc accelera l’invecchiamento della pelle: “Ultimo step della skincare deve essere una crema adatta”

Dolomia propone la prima crema pensata specificatamente per contrastare gli effetti della luce blu e Laura Busata, R&D cosmetic specialist di Unifarco, spiega: "Ci siamo concentrati sulla ricerca dei principi anti-ossidanti che andassero a proteggere la cellula e abbiamo selezionato così quelli della radice di tarassaco e i lignani dell’abete rosso"

Quante ore al giorno trascorrete davanti a uno schermo? Che sia quello del pc, dello smartphone o la tv, poco cambia. Tutti questi display emanano infatti la medesima luce blu. Il che non significa che “vedete blu”, ovviamente. Non ne avete alcuna percezione. Eppure questo spettro di luce dalla lunghezza d’onda tra i 400 e i 500 nanometri ha effetti collaterali sul nostro organismo. E, soprattutto, sulla nostra pelle. E così, come abbiamo imparato l’importanza di proteggerla dai raggi solari, dobbiamo iniziare a tutelarla anche dalla luce blu. Come se non bastassero, infatti, le aggressioni del sole, dell’inquinamento e degli agenti atmosferici, anche la luce blu accelera l’invecchiamento cutaneo. Si chiama “digital aging” ed è la diretta conseguenza dei danni visibili che l’uso quotidiano di schermi digitali provoca alla nostra pelle, in particolare quella già assai delicata del viso. Diversi studi ne hanno accertato gli effetti e, come ci sottolinea il professor Piergiacomo Calzavara Pinton della Direzione UO Dermatologia AST Spedali Civili e Clinica Dermatologica Università di Brescia, questi possono andare ad “acuire problematiche quali la rosacea o l’eczema”.

Come fare, quindi, per proteggersi dalla luce blu? Dalla Natura arriva il rimedio alle conseguenze del progresso umano. In particolare dalle piante, specialmente quelle di alta montagna, che sviluppano e custodiscono in sé le più efficaci sostanze protettive e rigenerative per adattarsi e difendersi dai cambiamenti esterni. Così, la ricerca fitocosmetica Dolomia, il brand di skincare di Unifarco, azienda leader nella creazione di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make up per le farmacie che da sempre approfondisce lo studio e l’impiego degli estratti più virtuosi della flora che cresce sulle Dolomiti, si è focalizzata nel contrastare l’influenza dei fattori inquinanti a carico della pelle. Nasce così Emulsione 24/7, la prima crema che accompagna la pelle durante le ore attive proteggendola da ogni fonte di stress e, in particolare, dalla luce blu, permettendo così di vivere il proprio tempo senza pensieri anche dentro un’iper-connessione che è realtà sociale. Al cuore della formula, che ha richiesto un anno e mezzo di lavoro per esser messa a punto, tre estratti puri vegetali: cellule native di melissa, estratto di abete rosso ed estratto di radice di tarassaco, quest’ultima fra i più efficaci anti-age in natura.

“Questa crema nasce dalla volontà di proteggere la pelle con la forza della natura dolomitica dal cosiddetto esposoma, ovvero tutto quello con cui noi veniamo in contatto col nostro stile di vita”, ci spiega Laura Busata, R&D cosmetic specialist di Unifarco. “Ci siamo informati sugli ultimi studi in merito agli effetti della luce blu, luce che come aggressività viene dopo i raggi UV e, a lungo andare, ci porta ad un peggioramento dell’invecchiamento perché attacca anche gli strati profondi della pelle, portando ad un’ossidazione cutanea. Per contrastarne gli effetti, ci siamo concentrati sulla ricerca dei principi anti-ossidanti che andassero a proteggere la cellula e abbiamo selezionato così due principi attivi, ovvero quelli della radice di tarassaco e i lignani dell’abete rosso. Il tarassaco è un po’ il minimo comun denominatore della nostra linea proprio per le sue qualità di detossificazione della pelle, mentre i lignani di abete rosso sono pieni di flavonoidi e antiossidanti. A questi abbiamo aggiunto un particolare estratto biotecnologico di melissa ad alta sostenibilità, che abbiamo selezionato proprio per la sua capacità di individuare i danni della luce blu e bloccarne gli effetti”. Il fitocomplesso di questa crema agisce infatti al cuore della cellula innescando il “Natural Balance“, ovvero – ci dice ancora la dottoressa Busata “un ciclo continuo di detossificazione e ossigenazione della pelle che riattiva il fisiologico processo antietà”.

Le piante, e la loro forza rigenerativa, sono il centro di tutti tutta la ricerca di Dolomia che ha una filiera corta e con un forte legame con il territorio: “I nostri estratti li prendiamo sia coltivando in azienda alcune specie, sia avvalendoci di aziende agricole della zona che si trovano anche in terreni più adatti. Per noi è importantissima la rete che abbiamo costruito con i coltivatori locali”, sottolinea Busata. Grande attenzione, poi anche alla metodologia di estrazione: “Negli ultimi anni ci siamo specializzati in metodologie all’avanguardia dal punto di vista teconologico e della sostenibilità, focalizzandoci nell’uso di molecole maggiormente dermocompatibili e con un minor impatto sulla pianta”. Ma il legame con le cime rosate delle Dolomiti è anche fonte di ispirazione e suggestioni: “Le piante di alta montagna sono molto responsive ai raggi UV, perché sono molto esposte al sole, quindi noi andiamo a cercare a seconda dell’habitat in cui vivono, i principi attivi che ci interessano. Questo soprattutto grazie alla conoscenza dei nostri botanici del territorio a cui noi ci rivolgiamo. E poi da questi boschi prendiamo anche le essenze che profumano le nostre creme, il muschio, il rosmarino, i legni e i frutti rossi…”.

Come inserire, quindi, la protezione contro la luce blu nella nostra beauty routine? Il consiglio è di spalmarla “mattina e sera sul viso deterso. La cosa importante è metterla come ultimo step della skincare, come scudo protettivo prima del trucco ad esempio. Per chi trascorre parecchie ore davanti al pc è utile anche riapplicarla più volte al giorno”.