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Paolo Bonolis: “Lavorerò ancora per poco, non ho bisogno di stare per forza in televisione”. Ecco che cosa farà

Al Festival della tv di Dogliani il conduttore fa un annuncio a sorpresa e si dice pronto a lasciare il piccolo schermo dopo oltre 40 anni di carriera

Paolo Bonolis non ha intenzione di stare in scena fino all’ultimo suo giorno. Tutt’altro. Il poliedrico conduttore tv è pronto a lasciare il piccolo schermo dopo oltre 40 anni di carriera. “Penso di lavorare ancora per poco tempo poi vorrei dedicarmi alla mia vita. Non ho bisogno di stare per forza in televisione, si sta bene anche altrove” fa sapere dal palco del Festival della tv di Dogliani a Cuneo.

PRONTO ALL’ADDIO – Dall’esordio in Rai nel 1980 con il programma per ragazzi 3, 2, 1… contatto! seguito nel 1982 da Bim bum bam è passata molta acqua sotto i ponti e i successi non sono mancati. Basti pensare alle edizioni del Festival di Sanremo da lui condotte o ai tanti titoli vincenti come Ciao Darwin, Tira e molla, Avanti un altro!. Sempre sulla cresta dell’onda, Bonolis – prossimo a spegnere 62 candeline – rivede le priorità e vuole dedicarsi di più alla famiglia: “Attualmente i miei figli sono il senso della vita più importante che ho: mi dedico a loro costantemente, mi piace farlo ed è un modo per dedicare anche a me stesso questo tempo. È un senso della vita nel quale sto lasciando il lavoro al quale mi son dedicato per quarantaquattro anni per cercare di rendere questo ultimo spiraglio di vita che ho a disposizione il più leggero possibile per me e per gli altri”.

IL FUTURO DI PAOLO BONOLIS – E se l’ultimo atto professionale di Paolo Bonolis fosse in Rai, magari al posto lasciato vacante da Fabio Fazio? In fondo il conduttore è legato a Mediaset da un contratto valido ancora un anno: “Non credo che sarà fattibile” spiega. “Non perché temo ingerenze, ma perché sto bene dove sto, mi diverto ancora a fare quello che faccio”.

LA TELEVISIONE SECONDO BONOLIS – Proprio in merito al suo modo di fare spettacolo in tv aggiunge: “Non ho mai avuto paura di fare quello che volevo in televisione. Non bisogna pensare a quello che la gente vuole vedere, bisogna partire da quello che si vuole raccontare. Di sicuro è qualcosa di nuovo, perché siamo tutti pezzi unici: se camminiamo sui sentieri degli altri, diventiamo automi. Ognuno di noi è un pezzo irripetibile, dobbiamo avere il coraggio di raccontare quello che siamo, anche in tv. Io l’ho fatto: a volte è piaciuto, a volte è piaciuto di più, raramente è piaciuto meno” constata con molta schiettezza.