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Sarkozy condannato a tre anni, uno da scontare col braccialetto elettronico. Ma la pena è sospesa

“Sono un ex presidente della Repubblica, non ho mai corrotto nessuno e dovremmo poi aggiungere che si tratterebbe di una corruzione ben strana, senza denaro, neppure un centesimo per nessuno, senza vantaggi, nessuno ne ha avuti, e senza vittime, poiché non ci sono persone lese”. Ha provato a difendersi davanti alla Corte d’appello con queste parole, ma per l’ex presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, i giudici hanno stabilito una condanna a tre anni, uno dei quali da scontare col braccialetto elettronico, nell’ambito del processo sullo scandalo delle intercettazioni. Sarkozy ha espresso il desiderio di ricorrere in Cassazione e il ricorso sospende comunque l’attuazione della pena. Era stato condannato anche in primo grado a 3 anni, ma tutti con la condizionale. Nel caso venisse confermata la pena pronunciata in appello, sconterà l’anno di carcere con il braccialetto elettronico. I giudici hanno stabilito la stessa pena dell’ex presidente per il suo avvocato storico, Thierry Herzog, e per l’ex alto magistrato Gilbert Azibert. Per Sarkozy, il tribunale ha anche pronunciato l’interdizione dai diritti civili per 3 anni, con l’impossibilità quindi di candidarsi a cariche politiche. Anche per l’avvocato Herzog, divieto di esercitare la professione per 3 anni. Identica condanna era stata pronunciata dal tribunale in primo grado.

La vicenda giudiziaria – Sarkozy, 68 anni, presidente dal 2007 al 2012, si è sempre dichiarato innocente in questo scandalo nel quale è stato imputato e condannato per corruzione e traffico di influenza. Nessun presidente della Repubblica francese aveva mai subito una condanna così pesante. È stato giudicato colpevole di essersi impegnato, nel 2014 attraverso l’avvocato Herzog, a sostenere la candidatura dell’ex alto magistrato Gilbert Azibert ad una prestigiosa carica nel Principato di Monaco (che il magistrato non ha mai ottenuto, ndr) in cambio di interventi e comunicazioni riservate riguardanti il caso Bettencourt – nel quale ha ottenuto un non luogo a procedere nel 2013 – allora all’esame della Cassazione. Il caso derivava da un’altra inchiesta relativa ad un possibile finanziamento libico della campagna presidenziale di Sarkozy nel 2007. Nel corso delle indagini i giudici scoprono che Nicolas Sarkozy utilizza una linea telefonica segreta, a nome di ‘Paul Bismuth’, per comunicare con il suo legale, Thierry Herzog. Una decina le conversazioni trascritte e sulla base delle quali parte l’accusa su un “patto di corruzione” tra l’ex presidente, Herzog e Azibert. Per il pubblico ministero, quest’ultimo ha trasmesso per il tramite di Herzog informazioni coperte da segreto e tentato di influire su un ricorso in cassazione presentato da Sarkozy a margine del caso Bettencourt. La Corte di Cassazione ha convalidato nel marzo 2016 il ricorso alle intercettazioni telefoniche tra l’avvocato e il suo cliente. Beneficiando gli avvocati di una tutela particolare, in nome del segreto professionale, per potere ascoltare le conversazioni tra il legale e il suo cliente, la giustizia doveva accertare che l’avvocato fosse lui stesso sospettato di aver commesso un’infrazione (in caso contrario le sue dichiarazioni non avrebbero potuto essere consegnate nei processi verbali né essere ritenute a suo carico).

Il ricorso in Cassazione – “Presenteremo ricorso in Cassazione contro questa decisione, un ricorso sospensivo di tutti i provvedimenti che sono stati pronunciati oggi”, ha dichiarato dopo la sentenza d’appello la legale dell’ex presidente francese, Jacqueline Laffont. “Questa decisione mi sembra sbalorditiva, criticabile, discutibile. Non rinunceremo a questa lotta di fronte a una decisione iniqua e ingiusta”. Come precisato dalla legale il ricorso in Cassazione implica la sospensione della pena: dei tre anni inflitti all’ex presidente, uno era da scontare effettivamente, con braccialetto elettronico. Se si viene giudicati per fatti precedenti il 2018, e nel caso di una pena inferiore o uguale a due anni di prigione effettivamente da scontare (prison ferme) – spiegano su Bfmtv – la pena può essere fatta scontare con il braccialetto elettronico. I fatti imputati a Sarkozy risalgono al 2013, e la condanna era ad un anno.