Politica

Pisa, il Pd tenta la rivincita dopo lo choc del 2018 e corre col M5s. Il sindaco leghista Conti resiste ma deve fare i conti col boom di Fdi

Sembra che quella per diventare sindaco di Pisa sarà una corsa a due. Nonostante il fatto che per le elezioni amministrative del 14 e del 15 maggio si siano presentati sei candidati, sostenuti da un totale di 16 liste, i sondaggi prevedono che a darsi battaglia per Palazzo Gambacorti saranno due coalizioni. Da una parte quella di centrodestra, guidata dal sindaco uscente, Michele Conti. Dall’altra quella di centrosinistra, capeggiata da Paolo Martinelli. Quest’ultimo, ex presidente delle Acli provinciali, grazie al suo impegno sociale e civile, ha messo d’accordo Pd e Movimento 5 Stelle che a Pisa hanno deciso di presentarsi uniti. Un esperimento politico a livello locale che i leader nazionali osservano con interesse. Per capire chi governerà la città nei prossimi cinque anni, saranno fondamentali, però, anche i voti raccolti dagli altri quattro candidati sindaco, specialmente alla luce del possibile, se non probabile, ballottaggio del 28 e 29 maggio. Le due grandi coalizioni guardano soprattutto a Rita Mariotti, che a Pisa riesce a tenere ancora insieme il Terzo Polo, e Francesco “Ciccio” Auletta, candidato per Unione Popolare che già alle amministrative del 2018 aveva raccolto un prezioso 7,8%.

Il primo sfidante del sindaco uscente è il 39enne Paolo Martinelli. Pd e M5s, dopo essersi confrontate sui temi, le due principali forze di opposizione hanno deciso di correre insieme, diversamente da quanto avvenuto nella sconfitta del 2018. In accordo con l’esperienza di impegno sociale di Martinelli, la coalizione si pone l’obiettivo di coinvolgere attivamente la cittadinanza. “La mia candidatura è un’occasione per la società civile, per il mondo dell’associazionismo, di cui faccio parte da sempre. È ascoltando le proposte dei cittadini, dal basso, che la sinistra deve ripartire”, spiega a ilfattoquotidiano.it Martinelli. “Non ho tessere di partito – continua -, abbiamo costruito questa coalizione su alcuni temi programmatici, sui contenuti, al di là dei veti politici. Questo ha permesso di tenere insieme un’alleanza così ampia, ma non abbiamo l’obiettivo di essere un esempio a livello nazionale”. E di fronte alla possibilità di allearsi con altre forze in occasione del ballottaggio, risponde: “Siamo aperti a chiunque voglia opporsi alla destra. Dalla sinistra radicale al Terzo polo, ma la proposta deve essere chiara e basata sui contenuti programmatici”. Le priorità sono quelle di riportare i servizi nei quartieri, riaprire gli spazi sociali e far partecipare nuovamente i cittadini alla vita politica, attraverso strumenti come i consigli territoriali. Un progetto di inclusività che passa anche dagli investimenti sulle politiche giovanili, sul digitale e sull’ambiente.

Rispetto a cinque anni fa, gli equilibri politici nella coalizione di centrodestra di Michele Conti, uscita vincente dal ballottaggio del 2018, sono molto cambiati. La Lega non è più il primo partito tra gli alleati. Ora sarà la lista di Fratelli d’Italia a trainare la coalizione, come avviene a livello nazionale. Nel corso della campagna elettorale, la sezione pisana del partito di Giorgia Meloni ha spinto molto sul tema del Pnrr, come tutto il centrodestra. Il cronoprogramma prosegue, assicurano: dare continuità politica permetterebbe alla nuova giunta di realizzare i progetti in essere con più facilità. Tra gli obiettivi principali ci sono la riqualificazione urbana, la navigabilità dell’Arno, la realizzazione di tre linee di tramvia e nuovi progetti di edilizia scolastica. A questi temi si aggiunge quello della sicurezza, portato avanti soprattutto dalla Lega che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia già cinque anni fa: il programma prevede investimenti sulla polizia municipale e su nuovi impianti di videosorveglianza, specialmente nelle periferie. La lista formata da Forza Italia, Udc e Partito Liberale, infine, rilancia il tema della diminuzione dell’imposizione fiscale. Una manovra che mira a migliorare l’efficienza economica della città e a permettere ai cittadini di consumare di più, sgravando imprese, professionisti ed esercenti. (Ilfattoquotidiano.it ha provato a contattare il candidato sindaco Michele Conti, ma al momento della pubblicazione non ha ricevuto nessuna risposta, ndr).

Giustizia climatica e sociale, pace e diritti: sono i concetti chiave su cui punta Francesco “Ciccio” Auletta, candidato sindaco per Unione Popolare e Una Città In Comune. La sua coalizione si rivolge agli astenuti, agli scontenti, a chi non si sente rappresentato né dal centrodestra, né dal centrosinistra. Nel programma risalta il tema della crisi del mondo del lavoro, da mitigare in parte con la reinternalizzazione dei servizi. A questo si aggiunge anche l’attenzione per i quartieri popolari e per l’emergenza abitativa cittadina. Auletta, che da oltre dieci anni ha un ruolo importante nella scena politica pisana e gode del sostegno di un parte della cittadinanza, potrebbe diventare l’ago della bilancia in caso di ballottaggio.

Al di fuori delle due principali coalizioni anche Rita Mariotti, candidata, oltre che per il Psi e Liberal Forum, anche per il Terzo Polo, che a livello locale resiste ai moti scissionisti di Roma. Alle ideologie Mariotti oppone la concretezza. Tra le questioni più urgenti su cui investire c’è la sicurezza. Nonostante la destra abbia vinto le elezioni grazie a questo tema, spiegano, è stato fatto ancora poco. Per questo propongono l’introduzione del “city manager”, una figura in grado di coordinare i controlli a livello comunale.

Patto Civico 2023, guidato dal candidato Alexandre Dei, vuole rivolgersi ai cittadini più svantaggiati, agli ultimi. Una lista fatta da persone normali, assicurano, che nasce dalla volontà di tutelare i diritti di tutti. Anche di quelli spesso dimenticati e sfiduciati che da anni non si presentano alle urne. Di natura autonomista e federalista, infine, il progetto di Edoardo Polacco: Comitato Libertà Toscana. Seppur senza mire secessioniste, Polacco punta a trasformare la Toscana in una regione a statuto speciale. Tra le proposte principali della lista, la creazione di un nuovo assessorato al litorale, per garantire lo sviluppo peculiare della zona costiera.