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Walter Nudo e l’attacco choc alla pubblicità di Valentino: “Se i ragazzi vanno fuori di testa è normale”. Lo stilista Burlon: “Sfigato”

L'"esame" della campagna pubblicitaria fatto dall'ex modello ha suscitato molte polemiche

Attenzione. Stiamo attenti! Ne va del bene dei nostri rapporti“, con queste parole Walter Nudo si scaglia contro la pubblicità del noto marchio Valentino. In un cartellone affisso all’aeroporto di Milano Linate si vede un uomo truccato e con gli orecchini, l’attore realizza un video per esprimere la sua posizione: “Voglio condividere con voi una cosa, sono a Linate e sto vedendo questa pubblicità di Valentino. In questa pubblicità non vedo nessuna mascolinità e nessuna femminilità. Se questo è il messaggio che diamo soprattutto ai ragazzi che lo vedono, i ragazzi non hanno punti di riferimento, non hanno basi”, spiega Nudo.

Vincitore della prima edizione de “L’Isola dei Famosi“, attualmente impegnato come life coach: “Quindi se poi escono fuori di testa con questa confusione, è normale! Se poi hanno bisogno di andare da uno psicologo è normale, perché noi non li aiutiamo per niente. Cerchiamo di essere più chiari. Noi vaccinati – anzi, noi grandi – cerchiamo di avere più responsabilità e far capire cosa è maschile e cosa è femminile. Perché in una coppia questo è importante“, ha concluso l’ex modello ritrovandosi subito al centro delle polemiche.

Accusato di omofobia e sessismo, una pioggia di critiche con diversi utenti che hanno lamentato l’arretratezza di questi concetti: “Sarebbe meglio Walter Muto”, ha scritto un utente sotto al suo post. “Sei uno sfigato. Punto”, il commento senza mezzi termini di Marcelo Burlon.

Dopo i diversi attacchi Nudo ha realizzato un nuovo video replicando così: “C’era una volta un tizio chiamato Buddha, che dopo aver viaggiato per molti anni si fermò e diede un discorso. C’era una persona che non faceva altro che insultarlo e Buddha non gli prestò nessuna attenzione, andò avanti per la sua strada e fece il suo discorso. Quando finì, questa persona gli si avvicinò e chiese perché avesse fatto finta di nulla. Buddha gli fece una domanda: ‘Se c’è una persona che vuol dare un regalo a un’altra persona e l’altra persona lo rifiuta, questo regalo a chi appartiene?’. Appartiene a me, al donatore. Bene, è così. Questa rabbia appartiene al donatore, non al Buddha. Grande lezione, eh?”.